Vegan, ma non solo!

Dieta vegetale, ma non solo... qui si tratta di alimentazione naturale a 360°, di stile di vita sano, di scelte consapevoli, chiamiamola pure "salute allargata": salute del corpo, della mente, dello spirito, ma anche salute dell'intero pianeta.
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mercoledì 22 aprile 2015

Un video interessantissimo

Vi segnalo che ho aggiunto un nuovo link a un video nella sezione "I video ispiranti", lo volevo sottolineare perché ritengo che sia un argomento particolarmente degno di nota e credo che possa essere davvero utile guardarlo.

Si tratta di un servizio de Le Iene, nel quale viene riassunta un'indagine su quali siano frutta e verdura da evitare e quali invece siano le migliori da acquistare.
Il link è questo:

http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/toffa-quando-frutta-e-verdura-possono-fare-male_521468.html

Buona visione!!!


domenica 11 gennaio 2015

Glicemia... a cuccia!!!

Le feste sono alle spalle e questo articolo, che sarebbe stato davvero impopolare qualche settimana fa, arriva giusto nel periodo in cui tutti quanti cerchiamo di perdere quei due o tre chiletti messi su grazie a pandori e panettoni; se invece siamo tra i pochi fortunati che non hanno preso nemmeno un etto nel periodo natalizio, comunque in gennaio cerchiamo di depurarci dagli stravizi che ci siamo concessi... quindi spero che quest'articolo possa essere utile anche a chi non deve fare la mia dieta per i miei stessi motivi!!!

Di glicemia solitamente abbiamo sentito parlare solo in correlazione con il diabete ed effettivamente per i soggetti diabetici è indispensabile tenerla sotto controllo in modo molto accurato, ma pochi sanno che l'importanza di queste attenzioni non è riservata solo a chi soffre di diabete, anzi il fatto di non avere problemi metabolici non ci deve assolutamente portare a sentirci autorizzati a mangiare di tutto impunemente... vediamo perché.

Intanto con la parola "glicemia" si intende la quantità di glucosio presente nel sangue: è una cosa perfettamente normale che ve ne sia, perché serve al corpo per produrre energia all'interno delle cellule, il suo valore però non deve essere né troppo alto né troppo basso, altrimenti ne risentiamo e stiamo male fino a livelli anche molto gravi.
In un organismo sano, l'ormone deputato a tenere a bada la glicemia è l'insulina, che viene prodotta dal pancreas e permette al glucosio presente nel sangue l'ingresso nelle cellule dove verrà trasformato in energia vitale (il problema dei diabetici sta proprio nella insufficiente gestione spontanea dell'insulina).
Semplificando in maniera molto banale: quello che noi mangiamo viene trasformato in glucosio con la digestione, il glucosio attraverso l'intestino passa nel sangue dove di conseguenza la glicemia sale, non appena il pancreas se ne accorge produce insulina in diretta proporzione alla quantità di glucosio in circolazione, l'insulina fa il suo lavoro e spinge il glucosio nelle cellule riportando la glicemia nel sangue a valori appropriati, le cellule infine lavorano il glucosio e ne traggono energia, se questa serve subito, oppure creano scorte (grasso) da utilizzare in futuro.

Avviene però che la produzione di insulina, per quanto in esatta proporzione al glucosio presente nel sangue, sia sempre un pochino ritardata rispetto alle curve di innalzamento o abbassamento della glicemia, questo fa sì che in certi momenti ci troviamo (per assurdo) ad avere "elaborato" tutti gli zuccheri in circolazione, mentre manteniamo ancora alto il valore dell'insulina, ovviamente questo ci obbliga a dover far fronte a dei veri e propri "crolli glicemici". Infatti tutti quei cibi che ci danno picchi molto alti di glucosio (tipicamente gli zuccheri semplici), ci creano anche altrettanti picchi insulinici, con la conseguenza che il glucosio viene spinto molto rapidamente dal sangue verso le cellule e si esaurisce subito, mentre l'insulina che resta alta ancora per un po', diventa eccessiva e ci manda in ipoglicemia, questa cosa produce in noi il prepotente bisogno di mangiare di nuovo altri zuccheri... e si finisce quindi in un pericoloso circolo vizioso che si interrompe solo quando riusciamo a vincere le tentazioni scegliendo di ingerire un alimento che ha un rilascio glicemico un po' più lento e perciò tiene il passo col calo insulinico. Di questa informazione è bene far tesoro in periodi come questo, nei quali si cerca di dimagrire un po', perché può aiutarci a prevenire la voglia matta di dolce!

Mi scuso per questo tentativo di banalizzare un processo così complesso, ma un'infarinatura è indispensabile per capire perché questi valori siano così importanti. Innanzitutto per chi è sovrappeso tutto quello che abbiamo detto serve a capire come avviene la produzione del nostro grasso corporeo e ci aiuta anche a comprendere il perché l'attività fisica (e con "attività fisica" intendo anche una buona passeggiata) sia così importante dopo aver mangiato più del dovuto. La cosa che mi preme più di tutte trattare, però, è la connessione che c'è tra la glicemia e le cellule tumorali, perché ovviamente è una cosa che mi riguarda in prima persona. Secondo gli studi del Prof.Franco Berrino, le cellule tumorali sono molto più "golose" di glucosio rispetto alle loro colleghe sane, quindi se noi facciamo in modo di tenere a bada i nostri valori glicemici, possiamo riuscire ad "affamarle" e quindi ad avere qualche potere sulla loro espansione... oppure nel caso in cui stiamo facendo la chemioterapia, possiamo indebolirle per fare in modo che i farmaci abbiano su di loro un effetto superiore.
(per un utile approfondimento, vedere questo link: http://coachalimentare.it/alimentazione-in-chemioterapia-di-franco-berrino/ nel quale il passaggio saliente è nell'ultimo paragrafo)

Ovviamente ogni alimento ha un potenziale glicemico differente dagli altri e questa differenza non dipende solo da quanto zucchero esso contiene originariamente... infatti un'altra cosa importantissima da sapere è che la nostra digestione TRASFORMA in glucosio tutta una serie di nutrienti che originariamente hanno una struttura molto più complessa: è il caso ad esempio dei carboidrati (ma non solo), non per niente chiamati anche "zuccheri complessi". Quindi non è sufficiente limitare o addirittura eliminare la quantità di dolci che mangiamo, pur essendo questa una cosa davvero fondamentale, è altrettanto importante saper riconoscere anche tutti gli altri alimenti che ci possono causare notevoli innalzamenti della glicemia, per poterne moderare il consumo di conseguenza. Questa cosa è possibile ed è pure piuttosto semplice, conoscendo l'INDICE GLICEMICO degli alimenti... ma è un argomento che approfondiremo meglio nel prossimo articolo, altrimenti questo diventa di una lunghezza infinita!!! ;o)))

Detto tutto questo diventa molto più facile capire tutta una serie di motivazioni legate alle restrizioni della mia dieta adiuvante alle terapie oncologiche (per chi non la conoscesse guardare qui) perché, per non "dare da mangiare" alle cellule tumorali, devo fare in modo di contenere più possibile il livello di glucosio nel sangue e questo è possibile solo eliminando gli alcolici, bandendo tutti i dolci, preferendo gli alimenti che contengono parecchie fibre (quindi quelli integrali), limitando la frutta soprattutto se molto zuccherina e in ogni caso non mangiandola mai a fine pasto perché, in uno stomaco già pieno, rimarrebbe parecchio a lungo prima di essere digerita e in questo tempo fermenterebbe causando successivamente un innalzamento della glicemia molto più elevato e rapido.

Un'ultima cosa molto importante da dire è che l'attività fisica fatta dopo l'assunzione di cibi dolci è fondamentale per chi desidera perdere peso e non assimilare tutte le calorie di quello che ha mangiato, nel mio caso però (pur essendo indispensabile per mille altri motivi) non aiuta affatto a evitare di nutrire le eventuali cellule malate, per me la cosa più importante è quella di eliminare il più possibile gli zuccheri, a prescindere dalla rapidità con cui li posso metabolizzare e bruciare. In soldoni devo comportarmi come se fossi una persona diabetica, che però non ha la possibilità di utilizzare grandi dosi di insulina da iniettarsi... cosa che può anche essere un po' pesante da un lato, ma - tornando a quello che dicevo in apertura - mi permette di passare indenne dal periodo delle feste, nel quale quest'anno infatti sono addirittura dimagrita di un chilo!!!!!!!!!!! :o)))


sabato 29 novembre 2014

I consigli del Prof.Berrino

Finalmente, finalmente, finalmente!!!

Erano settimane che avevo prenotato il mio posto alla conferenza di domenica scorsa a Poggibonsi... e finalmente ho potuto stringere la mano al Prof.Berrino e ringraziarlo di persona per la sua infinita gentilezza di qualche mese fa, quando senza chiedermi alcun corrispettivo mi ha inviato tramite mail tutti i consigli alimentari per affrontare la chemioterapia e per aiutare il mio corpo a combattere le recidive dell'Antipatico. E' stato lui ad "affidarmi" alle cure del Dr.Andreoli e anche la scorsa domenica, chiacchierando un po' prima della conferenza, mi ha confermato una enorme stima nei confronti del suo allievo, che tuttora mi segue... mi sto sentendo in ottime mani!!!

Ho potuto parlare un po' col Professore prima del suo intervento e gli ho raccontato di questo blog... sono stata estremamente onorata di sapere che è ben felice che nascano iniziative come questa e che si parli il più possibile (e non solamente su internet) di alimentazione, di sano stile di vita e dell'effetto che questi hanno sulla salute. Poi com'è nel suo stile, mi ha lanciato una frecciatina: "Hey, mi raccomando, non mi far fare brutta figura e impegnati a seguire per bene tutte quante le indicazioni!".
Beh, Professore non si preoccupi e si fidi di me... non ho assolutamente la minima intenzione di farle fare brutta figura, ma forse più per me stessa che per lei!!! ;o)))

Con questo articolo desidero innanzitutto sintetizzare i temi trattati dal Prof.Berrino a Poggibonsi, ma per completezza voglio anche riportare un po' di altro materiale e di link utili a chi desidera conoscere meglio lo stile alimentare (e non solo alimentare) che lui consiglia di seguire per mantenersi in buona salute. Mi scuso se ho tardato un po' a pubblicare il tutto, ma stavo aspettando che uscisse il video della conferenza e sapevo che lo avrebbero caricato su Youtube soltanto oggi (lo trovate qui)... per chi non avesse il tempo o la voglia di guardarlo, di seguito schematizzo per punti le parti salienti che sono state trattate.

  • Lo zucchero è un "veleno", dobbiamo abituarci a sapori molto meno dolci. Soprattutto va eliminato il fruttosio (che è uno dei due componenti del comune zucchero bianco, insieme col glucosio), ma vanno limitati fortemente anche i malti, gli sciroppi e i succhi concentrati.
  • Dobbiamo tenere bassa la glicemia e non è lo zucchero il fattore più incidente, anzi gli alimenti che la fanno salire di più, al contrario di quanto si penserebbe, sono quelli contenenti farine raffinate. Il pane, ad esempio, se non è integrale e lievitato naturalmente, è quanto di peggiore ci possa essere quotidianamente sulle nostre tavole. Per lo stesso motivo vanno eliminati il riso bianco, il mais, le patate, i prodotti brillati e i grassi saturi, mentre un buon modo per tenere bassa la glicemia è quello di associare i cereali integrali ai legumi nello stesso pasto.
  • Dobbiamo tenere basso il peso corporeo e a tal fine vanno limitate le proteine (soprattutto quelle animali visto che sono associate sempre anche a grandi quantitativi di grassi saturi), perché si è notato che ingrassano molto di più coloro che fanno grande uso di proteine, piuttosto che quelli che fanno largo uso di zuccheri.
  • Evitare i cibi raffinati anche quando si tratta di prodotti biologici. Ad esempio se decidiamo di mangiare soia, vanno benissimo i fagioli interi cotti, va bene il tempeh che è poco lavorato, va bene anche il miso, ma è meglio limitare molto l'uso del tofu o del latte o degli altri derivati, che in ogni caso sono stati molto lavorati.
  • Prima di prendere un qualsiasi farmaco per curare i sintomi di uno squilibrio connesso con l'alimentazione, dobbiamo assolutamente variare lo stile di vita. Spesso scopriremo che in seguito a questo sano cambiamento, i sintomi spariranno da soli (o per lo meno staranno molto più a bada di prima) e i farmaci che saremo costretti a prendere saranno davvero molto più limitati. Anche perché solitamente una volta che iniziamo a curare qualche patologia, dopo è difficile tornare indietro e riuscire a fare a meno dei farmaci, per questo motivo è molto meglio cercare di rimandare il più possibile il momento nel quale i farmaci diventeranno davvero necessari.

Facciamo a questo punto una doverosa distinzione: quello che è consigliato mangiare per la prevenzione del cancro e quello che invece è previsto nella dieta di chi il tumore lo ha già o lo ha avuto in passato non è perfettamente coincidente, perciò nel percorso oncologico non dobbiamo fare l'errore di seguire soltanto i consigli generici ascoltati nella conferenza oppure (peggio!) fare una dieta per sentito dire su internet, anzi direi che è decisamente il caso di optare per una visita personalizzata con un nutraceuta, in modo da avere qualcuno che ci segua con professionalità e competenza e che possa rispondere a tutte le nostre personali domande o dubbi. Comunque visto che è lo stesso Prof. Berrino che chiede che si diffondano il più possibile queste informazioni, di seguito posto il link ad una pagina internet dove potrete trovare tutti i consigli di base per i malati oncologici, si tratta delle stesse informazioni che ha fatto avere anche a me qualche mese fa, prima della mia visita personalizzata dal Dr.Andreoli: "Dieta adiuvante le terapie oncologiche" (mi auguro con tutto il cuore che non ne abbiate bisogno, ma visto che purtroppo i casi di tumore sono in crescita vertiginosa credo che sia doveroso passare anche questa informazione).

Ovviamente domenica scorsa alla conferenza, il Prof.Berrino non ha parlato solo della dieta oncologica, ha parlato anche di malattie autoimmuni, di obesità, di celiachia, di diabete, di problemi alla tiroide e soprattutto ha parlato delle e alle persone che godono di buona salute e che desiderano mantenerla tale... ma per tutto quanto ha fatto sempre e solo la stessa raccomandazione: torniamo a uno stile di vita quanto più possibile NATURALE!

Ma come fare per cambiare questo famigerato stile di vita? E' davvero una cosa così difficile? Innanzitutto mi viene da dire che chi fa questa scelta la fa per se stesso, perché si vuole bene, perché ci tiene alla propria salute e quindi questa "categoria" di persone molto probabilmente non vive il cambiamento come una cosa così difficoltosa, anzi ci vede un modo in più per coccolarsi e per prendersi cura di sé. Chi si vuole bene, quasi di sicuro, farà come ho fatto io: vivrà questa transizione come una risorsa e non come un castigo, imparerà a cucinare piatti nuovi e magari si divertirà a farlo, imparerà a scegliere tra i reparti al supermercato e poi si accorgerà che dopo aver fatto per 2 o 3 volte la spesa nel nuovo modo non c'è nemmeno più bisogno di sforzarsi troppo perché si sa già cosa è bene comprare e cosa no, si sa già cosa ci è piaciuto nelle spese precedenti e cosa invece ci ha delusi, si sa già in quale scaffale andare a cercare la roba...
Io credo che quelli che vedono come troppo difficile questo cambiamento, in realtà partano "prevenuti"... forse non hanno avuto veri problemi di salute oppure non hanno (per milioni di motivi inconsci) così tanta voglia di fare tutto quanto in loro potere per cercare di guarire. Ecco, per queste persone (ma anche per tutte le altre, perché è davvero molto interessante) desidero lasciare qui il link a un video ancora del Prof.Berrino, nella speranza che possa regalare qualche spunto di riflessione e che possa scalfire il velo di diffidenza e di negatività nei confronti di questo migliore e più naturale modo di mangiare e di vivere: La difficoltà di cambiare alimentazione e stile di vita.

Infine desidero concludere con un accenno al Nuovo Codice Europeo Anticancro... si tratta di 12 consigli che (guarda caso!) sono decisamente molto simili a tutto quello che anche il Prof.Berrino sta raccomandando da anni:
1- Non fumare.
2- Non far fumare nessuno in casa o nel luogo di lavoro.
3- Tenere sotto controllo il peso corporeo e restare magri.
4- Fare quotidianamente attività fisica leggera o palestra un giorno sì e uno no.
5- Seguire una dieta naturale (integrale, vegetale, a basso quantitativo calorico e con cibi non industrialmente raffinati. Evitare le bevande zuccherate, le carni rosse e quelle conservate, i cibi contaminati da muffe e limitare il consumo di sale. Assicurarsi il corretto apporto di tutti i nutrienti attraverso l'alimentazione senza l'utilizzo di integratori).
6- Non bere alcolici.
7- Evitare le scottature da esposizione al sole e non fare lampade abbronzanti.
8- Proteggersi dagli agenti cancerogeni sui luoghi di lavoro.
9- Controllare il livello di radon in casa.
10- (Per le donne) Allattare al seno per almeno 6 mesi ed evitare le terapie ormonali.
11- Vaccinare i bambini per l'epatite B e per il papilloma virus (per le bimbe).
12- Aderire ai programmi di screening per il cancro dell'intestino e (per le donne) per quelli della cervice e del seno.

Per un maggiore approfondimento sul Codice Europeo, rimando ad un ultimo video, sempre del Prof.Berrino (Il nuovo Codice Europeo Anticancro - I 12 Pilastri della Prevenzione), video che personalmente mi infonde una grande dose di tranquillità e un solido ottimismo, soprattutto per l'introduzione del Dr.Ugo Pastorino, il quale lascia presagire una buona diminuzione statistica della mortalità per cancro per coloro che seguono i consigli del Prof.Berrino... come sto facendo anch'io! :o)))


sabato 6 settembre 2014

Olio di Palma? No, grazie!

Vi è mai capitato di controllare le etichette dei prodotti che acquistate? Ad essere sincera io ho iniziato a guardare gli ingredienti solo dopo aver intrapreso lo stile di vita vegano. Prima guardavo i grassi, gli zuccheri, le calorie, ma difficilmente controllavo gli ingredienti.
Quando ho deciso di non introdurre più determinati alimenti nel mio organismo mi sono ritrovata a leggere tutte le etichette dei prodotti che prima compravo ad occhi chiusi. Ho iniziato ad essere molto più consapevole di quello che effettivamente mangiavo e ho iniziato ad indagare meglio su alcuni ingredienti. Uno di questi è proprio l’Olio di Palma.
Ma conosciamolo un po’ meglio. L’olio di Palma si trova in numerosi prodotti alimentari sia dolci che salati, crostini, grissini, biscotti, brioche, merendine, fette biscottate, margarine, creme spalmabili, basi pronte per pizze e torte e moltissimi altri.
Ma non finisce qui, l’olio di palma viene utilizzato anche in cosmesi, prodotti per la casa e come eco carburante. Si tratta di un olio molto versatile e disponibile sul mercato a prezzi molto contenuti rispetto ad altri oli vegetali più pregiati.
Ci sono due validi motivi per iniziare a limitare l'acquisto di prodotti che contengono olio di palma. Da una parte ha un altissimo contenuto di grassi saturi che può raggiungere anche il 80% se derivato dai semi (olio di palmisto) e dall’altro un impatto inquietante sull’ambiente e l’ecosistema del nostro pianeta. Quindi oltre ad essere dannoso per il nostro organismo, è dannoso anche per la Natura e specialmente per gli Oranghi, specie ormai in pericolo per la distruzione di massa delle foreste pluviali.
L’olio di Palma viene prodotto principalmente in Oriente, Indonesia, Malesia ma si è diffuso anche in Africa e America.  L’ingrandimento sempre più diffuso delle piantagioni di palme da olio sottrae sempre più terreno alle foreste, comprese anche antiche foreste pluviali dal valore inestimabile. Vengono così intaccati eco sistemi unici e irripetibili.
La preparazione del terreno per la coltivazione richiede un intervento distruttivo drastico e spesso e volentieri vengono provocati incendi capaci di distruggere ettari di foreste ogni anno contribuendo alla scomparsa di numerose specie animali e vegetali che si trovano private del loro habitat naturale. La deforestazione delle foreste pluviali provoca inoltre un grave danno alle popolazioni indigene che tuttora abitano in esse.
Animali selvaggi come gli Oranghi sono stati trovati bruciati vivi oppure uccisi da armi da fuoco, asce ecc. A causa della deforestazione, negli ultimi 20 anni ne sono morti più di 50.000 esemplari, ma quest’ultimi non sono le uniche vittime, vengono colpiti anche Tigri, Rinoceronti, Orsi, Elefanti e Leopardi.
Gli stabilimenti di piantagioni di palme da olio vengono spesso promossi come portatori di sviluppo nei paesi poveri. In realtà quest'industria ha spesso un impatto devastante sulle civiltà che vivono in questi paesi.
L’industria dell’olio di Palma viene spesso collegato alla violazione dei diritti umani, come lo sfruttamento minorile in aree remote dell’Indonesia dove i bambini sono costretti a trasportare pesanti carichi di frutta e a lavorare ore nelle piantagioni. Queste civiltà purtroppo non hanno scelta e spesso gli indigeni si trovano costretti a lavorare nelle piantagioni.
Alla distruzione delle foreste indonesiane è stato dedicato un documentario muto “Green the film” che purtroppo ha tutt’altro che un lieto fine.
Quello che possiamo fare noi in questo grande quadro è firmare questa causa per togliere l'olio di palma dai nostri alimenti: Stop all'olio di palma nel nostro cibo ed iniziare a controllare le etichette dei prodotti che acquistiamo boicottando tutto ciò che lo contiene.
In Italia purtroppo non è obbligatorio specificare la tipologia degli oli vegetali così troppo spesso l'olio di Palma viene indicato sulle etichette come "grasso o olio vegetale" rendendo più complicato l'identificazione. Posso però aggiungere che se non è specificato il tipo di grasso di cui si tratta probabilmente non è qualcosa di pregiato e salutare altrimenti lo scriverebbero ;)

Io, gli Oranghi, il vostro organismo e tutto l'ecosistema pluviale vi saremo grati se riuscite anche solo a limitarne un poco l'utilizzo. :)


Fonti e Approfondimenti:

mercoledì 27 agosto 2014

La Dolce Vita... Interazione tra Zuccheri e Grassi

Troppe volte siamo così concentrati su quello che succede "fuori" che non ci rendiamo conto di quello che succede "dentro".
Vi siete mai chiesti come funziona il nostro organismo? Come trasforma il cibo che ingeriamo in energia, come decide cosa tenere e cosa scartare?
Ci dicono continuamente che dobbiamo mangiare abbastanza vitamine, calcio, omega, potassio ecc. Ma avete mai pensato a come vengono poi utilizzati dal nostro corpo? Il nostro organismo è una macchina complessa ma alla fine molto logica e ci sono infinite interazioni tra l'assimilazione dei vari alimenti.
Vorrei parlare un pò degli zuccheri e cosa provoca l'alto livello di zuccheri nel sangue. 
Multitask Girl by Danitoons
Quando dico a qualcuno che la mia dieta è costituita principalmente da frutta, chi ho di fronte rimane solitamente piuttosto perplesso e sconcertato per l'ipotetico altissimo livello di zuccheri nel mio sangue. Potrei stare ore qui a parlare dei diversi tipi di zuccheri e le loro proprietà.... Saccarosio, Glucosio, Fruttosio, Maltodestrine, Destrosio, Agave, Stevia, ecc. Lascio questo argomento da approfondire prossimamente, però tengo a precisare che per zuccheri intendo qualsiasi tipo di zucchero (carboidrati semplici e complessi), cioè quei nutrienti che ci forniscono l'energia necessaria per tutte le nostre attività quotidiane ;)
Per comprendere meglio il processo di assorbimento degli zuccheri vorrei dividerlo in 3 fasi:
  - Dopo aver ingerito il nostro dolcetto gli zuccheri arrivano fino all'intestino
  - Dall'intestino gli zuccheri passano nel flusso sanguigno
  - Dal flusso sanguigno passano attraverso le pareti dei vasi capillari arrivando a tutte le cellule del nostro organismo.
Queste tre fasi avvengono talvolta in pochi minuti in base al tipo di zuccheri ingeriti. Solitamente quando il livello di zucchero nel sangue è troppo alto è perché qualcosa impedisce la terza fase. Questo qualcosa sono i Grassi. Una dieta ricca di grassi (animali o vegetali poco importa) provoca un alto contenuto di grassi nel sangue (mai sentito parlare di colesterolo?), questi grassi si distribuiscono lungo le pareti dei vasi sanguigni impedendo il passaggio degli zuccheri dal sangue alle cellule. 
Provocando da una parte sensazioni di spossatezza dovuto alla mancanza di fonte energetica per le nostre cellule, e dall'altra crea un aumento notevole dell'indice glicemico nel sangue, che sappiamo può essere fonte di candida, diabete e affaticamento generale.
Il nostro corpo ha però un sistema di risoluzioni piuttosto efficiente ed in questo caso entrano in gioco Pancreas e Insulina. L'insulina viene prodotta dal Pancreas e rilasciata nel flusso sanguigno per aiutare gli zuccheri a trovare la strada giusta per nutrire le nostre cellule. In caso di una dieta salutare e povera di grassi questo accade molto raramente. 
Oggigiorno, invece, la maggior parte della popolazione assume troppi grassi, che si riversano lungo le pareti cellulari e limitano l'assorbimento degli zuccheri. Di conseguenza si alza il livello di zuccheri nel sangue provocando l'intervento dell'insulina, soprafaticando il Pancreas che a lungo andare si stanca e ne produce sempre meno provocando il Diabete.
Concludendo invito chiunque ad assumere la minima quantità di grassi possibile perché non basta separare grassi e zuccheri ai pasti per evitare questa interazione. Gli zuccheri solitamente vengono assorbiti immediatamente, i grassi al contrario possono stare in circolo fino a 24 ore e ostruire quindi l'assorbimento degli zuccheri (la nostra fonte di energia) anche molto tempo dopo il pasto.
Il nostro fabbisogno di grassi è molto limitato e basta pochissimo per completarlo. Solo il 10% delle calorie che consumiamo dovrebbe derivare da grassi ed essendo i cibi grassi molto più calorici basta anche un cucchiaino di olio al giorno per raggiungere tale percentuale.  Anche con una semplice insalata il consumo di grassi per il nostro fabbisogno è decisamente troppo alto. Vediamolo con un ipotetica insalata mista condita con un cucchiaino d'olio: 

Come potete notare le calorie totali della nostra insalata sono 164, quindi secondo il fabbisogno di grassi in percentuale solo il 10% di queste 164 calorie dovrebbe derivare dai grassi, esattamente 16,4. Ma vediamo quante calorie ha il nostro cucchiaino d'olio: ben 27! Quasi il doppio, è stiamo parlando di una semplice insalata.
Personalmente da quando ho ridotto il consumo di grassi al minimo (ho eliminato l'olio dalla mia cucina salvo casi eccezionali) e consumo solo grassi nella loro forma naturale originale come frutta secca (noci, nocciole, pinoli ecc.) e avocado, ho avuto benefici fisici notevoli, dormo meglio, sono più energetica e i dolori mestruali si sono dimezzati!!!
Non credo che siano semplici coincidenze e credo fermamente che la nostra alimentazione influisce sul nostro stato d'animo e fisico in maniera assoluta. Penso che un buon suggerimento per tutti quanti, possa essere quello di rivedere un po' la dieta e diminuire drasticamente il consumo di grassi per migliorare la qualità della vita.
Vitalità, energia, buonumore sono tutte cose che potete ricevere grazie ad un piccolo cambiamento alimentare :)