Vegan, ma non solo!

Dieta vegetale, ma non solo... qui si tratta di alimentazione naturale a 360°, di stile di vita sano, di scelte consapevoli, chiamiamola pure "salute allargata": salute del corpo, della mente, dello spirito, ma anche salute dell'intero pianeta.

sabato 4 luglio 2015

"La Dieta che Cura" a Poggibonsi

Con la massima fierezza presentiamo un nuovo progetto che ci vede direttamente coinvolti!

A Poggibonsi presso Biosfera Nature è nata "La Dieta che Cura" un progetto mirato a diffondere e a promuovere la cultura dell'alimentazione naturale vista come ausilio terapeutico e di prevenzione in coerenza alle indicazioni del Prof.Franco Berrino.

Il progetto nasce dalla collaborazione tra Biosfera Nature, Integra e Vegan-Terapia, che hanno unito le forze grazie al comune intento di promuovere il benessere psicofisico della persona attraverso metodi e rimedi naturali.


Tra i servizi proposti da La Dieta che Cura, quello di maggiore spicco e importanza (e noi di Vegan-Terapia lo conosciamo già molto bene) è la presenza periodica del Dr.Francesco Andreoli presso il centro Biosfera Spazio Naturale. Il Dr.Andreoli è allievo del Prof.Berrino, si è specializzato in nutraceutica e lavora con la stessa dieta del suo maestro (chi fosse interessato può prenotare una visita con lui telefonando allo 0577.99.68.99).

Per rimanere sempre aggiornati sulle iniziative e sugli eventi proposti, seguite la pagina Facebook di La Dieta che Cura, ma in ogni caso anche qui pubblicheremo regolarmente le news più importanti.

Abbiamo già un primo importante appuntamento in programma: vi aspettiamo Sabato 19 e Domenica 20 Settembre per il "CORSO BASE DI CUCINA PER LA PREVENZIONE". Il gesto più importante per prevenire le malattie e mantenersi in salute, lo facciamo scegliendo e cucinando il cibo giusto per noi. Saper cucinare è la base su cui costruire la nostra salute e non possiamo che imparare se vogliamo conoscere gli effetti del cibo sul nostro organismo.

Il corso sarà tenuto da Elena Alquati, Presidente dell’Associazione "L'Ordine dell'Universo", con una più che decennale esperienza di cucina macrobiotica (si è diplomata in consulente macrobiotico a Milano nel 2004), nonché collaboratrice del Prof.Franco Berrino presso il Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell'Istituto Nazionale Tumori.

Per maggiori informazioni sul corso: http://www.biosferanature.it/corso-base-di-cucina-per-la-prevenzione/ (è gradita la prenotazione presso uno dei negozi Biosfera, sia a Siena che a Poggibonsi).

Ci auguriamo che questa nuova iniziativa possa sensibilizzare ancora di più sull'importanza fondamentale della corretta alimentazione, "siamo ciò che mangiamo" e dal cibo dipende la nostra salute!

https://www.facebook.com/dietachecura



domenica 21 giugno 2015

Inaspettatamente...

Non so da che parte iniziare questo articolo... sono davvero tanto confusa.
Da circa una settimana ho avuto una notizia che ha stravolto la mia visione di me stessa e che ancora non ho completamente "digerito" e metabolizzato.

Ok, provo a partire dall'inizio.

Avevo 17 anni quando mi hanno diagnosticato la policistosi ovarica (o sindrome dell'ovaio policistico, maggiori informazioni qui) ed è da allora che convivo con la consapevolezza di non poter avere figli o per lo meno non senza fare pesanti cure, perché tutti gli esami che avevo fatto avevano confermato che io non avevo un ciclo ormonale normale. Inoltre fin da allora i medici mi hanno dato la pillola, da prendere addirittura senza fare le classiche periodiche interruzioni che vengono invece consigliate alle donne "sane" che prendono la pillola come anticoncezionale (quindi era a maggior ragione impossibile pensare di poter avere figli).

"Poco male", mi sono detta subito... perché già a 17 anni io ero convinta di non volere bambini, ma chi è che ne vuole a quell'età?

Poi cresci e gli anni passano uno dietro l'altro e tu maturi con quella convinzione: io col caratteraccio che mi ritrovo non voglio avere figli! Sarei una pessima madre...

Poi ti innamori, trovi un uomo che tira fuori il meglio di te... e accanto a quell'uomo cambi un po' idea: forse potrei anche volere un figlio insieme con un compagno così!
E allora che fai? Smetti di prendere la pillola per fare tutte le analisi mediche del caso, ma nel frattempo la tua storia da favola finisce perché è lui che non vuole avere dei figli... però intanto tu le analisi le hai fatte e così scopri che hai il ciclo inesorabilmente anovulatorio e inoltre devi assolutamente ricominciare a prendere la pillola perché stai malissimo.

Per la seconda volta nella vita ti dici "poco male", perché ti stavi sbagliando, la storia che ti aveva "accecata" è finita e sei tornata alla tua personalità di prima: io non voglio e non ho mai voluto davvero avere dei figli, per cui va bene così!

Passano altri anni e questa convinzione resta.
Il giorno che mi hanno detto che avrei dovuto fare la chiemioterapia mi hanno proposto (come fanno a tutte le donne) di fare il prelievo degli ovociti perché uno degli effetti collaterali della chemio è quello di poter rovinare irreparabilmente le ovaie. Ricordo di aver quasi riso: ma quali ovociti se io non sono fertile? Ma quale rovinare le ovaie, che sono già rovinate naturalmente?
... ma quale possibilità di avere figli un domani, se io non ne voglio? In quel momento quest'ultima domanda un pochettino stonava, però qualcosa mi spingeva a non ascoltarla e a scegliere di non aspettare oltre con l'inizio delle chemioterapie perché nel mio caso poteva essere un'attesa inutile vista la probabile impossibilità di effettuare quel prelievo dalle mie ovaie non funzionanti.

"Poco male"... di nuovo! Ora i problemi peggiori sono altri... iniziamo con le chemio al più presto, via!

A questo punto della mia storia siamo arrivati allo scorso anno, ai tempi della nascita di questo blog, alle mie ricerche di cure alternative da affiancare a quelle convenzionali, ma soprattutto alle scelte alimentari che avevo deciso di fare... l'anno scorso ho iniziato a leggere e a studiare di tutto di più sull'alimentazione e in ambiente vegano ho trovato tantissime donne con l'ovaio policistico che sostengono di aver risolto i loro problemi (alcune sono riuscite anche ad avere figli) dopo il cambio di dieta e di stile di vita. Averlo saputo prima provavo a risparmiarmi 20 anni di pillola!!! ;o)))

Beh, arrivo ai giorni nostri! La scorsa settimana sono andata a fare un'ecografia dalla mia ginecologa... il mio tumore al seno non era ormono-dipendente per cui non mi hanno dovuta mettere in menopausa chimica e quindi il grosso rischio che avevo era scoprire che le mie ovaie (senza più la pillola) erano tornate allo stato poco sano che avevano sempre avuto... situazione questa piuttosto rischiosa che va assolutamente scongiurata.

Prima di iniziare con l'ecografia la ginecologa ci ha tenuto a tranquillizzarmi dicendomi che comunque la medicina negli ultimi 20 anni ha fatto molti passi avanti e dalla ricerca scientifica è emerso che con un integratore di mio-inositolo (vedere qui per informazioni) e di acido folico, si riesce a risolvere una grossa parte dei problemi collegati con la sindrome dell'ovaio policistico.
Un campanellino mi si è acceso in testa... mi è tornato alla memoria il libro letto lo scorso anno "La salute di Eva": il libro parla di quanto l'alimentazione vegana possa risolvere e curare i problemi di salute puramente femminili. In fondo il mio-inositolo non è altro che una vitamina (la B7) che si trova in molti alimenti, in particolare nei cereali integrali, nelle noci, nelle arance e nel melone, mentre l'acido folico (vitamina B9) è un derivato dei folati che sono abbondanti e biodisponibili nella dieta vegana.

Che dire di più?! Il risultato della visita parla da solo: le mie ovaie non sono più policistiche, la loro dimensione adesso è regolare, i risultati degli esami del sangue per gli ormoni sono normali (non erano così nemmeno quando avevo 17 anni). Quindi grande vittoria: rischi annessi con la policistosi scongiurati senza alcun tipo di farmaco o di integratore chimico solo con la corretta e sana alimentazione vegana!!!

Ma non è tutto, la ginecologa mentre faceva l'ecografia mi ha detto che da ciò che vedeva era molto probabile che pochi giorni prima io avessi avuto una regolare ovulazione...

... e inaspettatamente e con un'espressione da ebete, ho sorriso!


lunedì 1 giugno 2015

Psiche e malattia, c'è qualche nesso?

Sul web si trova di tutto...

Da chi dice che solo col pensiero positivo e con l'ottimismo si guarisce da qualunque male, a chi dice che ci si ammala nel corpo a causa di traumi psicologici, a chi ancora attribuisce i problemi di salute alle azioni compiute nelle (presunte) vite precedenti, ma la medicina cosa dice? Di certo non esclude categoricamente un collegamento e tutti gli studi sulle malattie psicosomatiche ne sono la prova, ma da qui a dire che QUALSIASI malattia sia una somatizzazione ce ne corre!!! ;o)))

Personalmente la mia opinione è che i nostri pensieri influenzino in qualche modo la nostra salute, magari non saranno direttamente responsabili dell'insorgenza delle malattie, ma credo fermamente che siano fondamentali nell'evoluzione e nella prognosi.

Comunque la mia opinione non ha importanza... o meglio, ne ha moltissima per me stessa, ma al resto del mondo non penso sia utile! Sarebbe utile invece sentire l'opinione in proposito di qualche medico e a questo fine consiglio a tutti di sintonizzarsi il prossimo mercoledì 3 giugno 2015 dalle ore 18.00 alle ore 20.00 al link Youtube che vi riporto sotto.

http://www.istitutotumori.mi.it/index.php
Per il ciclo di conferenze mensili "I mercoledì della prevenzione", l'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano presenta la conferenza dal titolo “Influenza della psiche sull’insorgenza delle malattie: la psico-socio-biologia comportamentale”, relatori Dottor Franco Berrino e Dottor Gilles Placet. Maggiori informazioni all'indirizzo: http://www.istitutotumori.mi.it/modules.php?name=News&file=article&sid=194.

Il link per la diretta streaming è questo: https://www.youtube.com/watch?v=c22GCBawyxI&feature=youtu.be.

Successivamente allo stesso link potrete vedere il video della registrazione della conferenza, per chi non potesse seguirla in diretta.

Buona visione!!! :o)))


mercoledì 20 maggio 2015

A cena con Franco Berrino - Gaiole in Chianti (SI) - 6/6/2015


Per tutti quelli che mi hanno chiesto maggiori informazioni in merito alla cena... è tutto qui!!!

(cliccate sull'immagine per ingrandirla)


P.S. Spero di conoscere tanti di voi dal vivo, quella sera a cena!!!


SAVE THE DATE: Prof.Berrino - 6/6/2015 - Gaiole in Chianti (SI)

Abbiamo finalmente tutte le informazioni ufficiali!

Il giorno 6 giugno 2015, a Gaiole in Chianti (Siena), si terrà la conferenza sul tema "Quando il cibo è salute" nella quale il Prof. Franco Berrino verrà intervistato da Piero Riccardi, giornalista della trasmissione Report. L'incontro sarà aperto al pubblico e si svolgerà dalle h.17.00 nella piazza centrale del paese (in caso di maltempo verrà trasferito nella struttura Ex Cantine Ricasoli).

A seguire verrà organizzata una cena presso il Circolo di Gaiole in Chianti, con un menu ispirato ai principi proposti dal Prof.Berrino: ingredienti naturali, integrali e vegetali per una cucina di ispirazione macrobiotica.
Per partecipare alla cena è necessaria la prenotazione al numero 0577.749.418, i posti sono limitati per cui consigliamo di affrettarvi, per non rischiare di rimanere fuori.
Il prezzo della cena sarà di 20,00 Euro a persona, eventuali ordinazioni di vino andranno pagate a parte.

In quell'occasione spero proprio di poter conoscere di persona quelli di voi che per adesso ho conosciuto solo via mail... :o))) per cui se ci siete mi raccomando fatevi riconoscere!


giovedì 7 maggio 2015

Video: "La ricerca partecipata: l’esempio del DIANAWEB"

Vi segnaliamo che il link al video postato ieri non è più attivo, se volete visualizzare la conferenza della quale parlavamo nel precedente articolo, il nuovo indirizzo è il seguente:

https://www.youtube.com/watch?v=f_E8mE5PQRo

mercoledì 6 maggio 2015

E' arrivata Diana Web!!!

L'ho saputo solo all'ultimo momento e non ho potuto informarvi prima... me ne scuso.

La cosa riguarda soprattutto le mie "colleghe di sventura", ma può essere interessante ugualmente per tutti quanti: tra poco più di un'ora (scrivo alle 16.45) all'Istituto Tumori di Milano inizierà la conferenza dal titolo “La ricerca partecipata: l’esempio del DIANAWEB”, che avrà come relatori il Dottor Franco Berrino e la Dottoressa Anna Villarini.

Sarà possibile seguire la conferenza in diretta streaming a partire dalle h.18.00 collegandosi a questo link: https://www.youtube.com/watch?v=f_E8mE5PQRo

https://www.youtube.com/watch?v=f_E8mE5PQRo

Successivamente alla diretta, dallo stesso indirizzo Youtube sarà possibile vedere la registrazione della conferenza (Nota inserita alle h.20.30: il video degli interventi inizia dal minuto 13.40, per cui saltate tutta la parte della siglettina musicale e iniziate a guardarlo direttamente da lì).

Ma giusto per avere un'anticipazione, che cos'è il Progetto Diana Web? Copio quanto riportato sul sito internet:

"Studio clinico per saggiare l’ipotesi che il nuovo stile di vita possa ridurre le recidive (locali, a distanza o un altro secondarismo) o migliorare la prognosi e la qualità di vita in chi avesse già ripresa di malattia"

Se volete saperne di più, questo è il link al sito dove potrete trovare tutto ciò che vi interessa: http://www.dianaweb.org/index.asp.
Scoprirete che non si discosta di molto rispetto a quanto già riportato su questo blog, ma lì ci sarà la possibilità di essere seguite da professionisti, inoltre potremo interagire tra di noi e confrontarci, ma soprattutto l'importante è che potremo dimostrare attivamente quanto l'alimentazione contribuisca alla salute di noi donne dopo che l'Antipatico è venuto a fare la nostra conoscenza.

... e adesso per incuriosirvi (o meglio ingolosirvi!) un po' di più, vi lascio questa piccola chicca... è solo un assaggio di quello che è Diana!!!

(Cliccate sull'immagine per ingrandirla)

martedì 28 aprile 2015

E' dei nostri anche l'ONU

E chi l'avrebbe mai detto fino a pochissimo tempo fa?! Il cambiamento globale ormai è divenuto inarrestabile: anche l'ONU riconosce l'importanza della cultura vegan!!!

"Gli scienziati mettono in guardia sui rischi della prospettiva in cui all’incremento in corso della popolazione mondiale corrisponda un aumento dei consumi di carne, pesce, latte e uova, che avrebbe conseguenze ambientali devastanti prevenibili solo con un drastico cambiamento delle abitudini alimentari mondiali e la rinuncia all’utilizzo, da parte di tutti, dei prodotti animali", guardare per credere:

http://www.notiziedalweb.org/onu-dieta-vegana-salvera-pianeta/


mercoledì 22 aprile 2015

Un video interessantissimo

Vi segnalo che ho aggiunto un nuovo link a un video nella sezione "I video ispiranti", lo volevo sottolineare perché ritengo che sia un argomento particolarmente degno di nota e credo che possa essere davvero utile guardarlo.

Si tratta di un servizio de Le Iene, nel quale viene riassunta un'indagine su quali siano frutta e verdura da evitare e quali invece siano le migliori da acquistare.
Il link è questo:

http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/toffa-quando-frutta-e-verdura-possono-fare-male_521468.html

Buona visione!!!


sabato 18 aprile 2015

Una nuova TAC... la stessa scelta di vita!

Non sono mai stata superstiziosa o al limite lo sono stata "al contrario" per cui per me il venerdì 17 è un giorno buono, così tanto buono da andare ieri a prendere il risultato della TAC e fare la visita con l'oncologa, senza battere ciglio!

Appena la dottoressa mi ha vista, mi ha confessato che era abbastanza preoccupata per me dopo la TAC di gennaio e che invece era estremamente felice di potermi dare notizie rasserenanti. Ho ponderatamente scelto la parola "rasserenanti" perché le news di ieri è questo che sono state: né buone, né cattive, ma comunque rasserenanti!!!

E' necessario però che io faccia un passo indietro e che faccia una piccola premessa.
Dopo le chemio, dopo l'intervento, dopo le radio, io ho smesso di fare qualsiasi tipo di cura oncologica... e questo non perché io sia un'incosciente o una temeraria o una sprovveduta, ma perché il mio tumore era uno di quelli definiti "triplo negativo", era cioè di un tipo per il quale non esistono ad oggi terapie di mantenimento o di prevenzione e quindi ancora non risulta curabile in nessun altro modo che, al bisogno, con le chemioterapie. Per chi fosse più curioso, in questo link una ricercatrice spiega cos'è il tumore triplo negativo e perché è così aggressivo: https://www.fondazioneveronesi.it/sostegno-alla-ricerca/i-nostri-ricercatori2/la-mia-ricerca-studiare-il-tumore-al-seno-triplo-negativo-sconfiggerlo (se lo leggerete scoprirete perché a suo tempo ho deciso di battezzarlo "Antipatico").

Dicevo che la mia oncologa era preoccupata dalla scorsa TAC perché questa aveva evidenziato dei linfonodi nella catena mammaria interna (gli stessi che erano già stati colpiti un anno fa) che si erano ingrossati. Dato che la cosa non era proprio un buon segno, francamente si aspettava di vederli peggiorati e invece sono rimasti perfettamente identici a com'erano a gennaio: nel referto usano l'espressione "sostanzialmente sovrapponibili" all'esito precedente. Questo può voler dire un sacco di cose perché la natura di questi ispessimenti non la conosciamo, per assurdo potrebbe essere anche colpa della radioterapia che li ha "rovinati" (quindi è possibile persino che non siano tumorali) e il giudizio di nuovo viene rimandato ai futuri accertamenti.

Ma non è finita qui!!! Anzi, il bello deve ancora venire...
Non solo i linfonodi non sono peggiorati, ma i micronodulini che già l'anno scorso avevo nei polmoni e che erano stati descritti come una possibile metastasi iniziale da rivalutare nel tempo, sono spariti... tutti tranne uno che però è rimasto identico a prima. Questo significa che c'è una buona probabilità che fossero metastasi tumorali (altrimenti se fossero stati congeniti non avrebbero subito modifiche di alcun tipo nel tempo) e adesso pare proprio che stiano "guarendo da soli".

Ovviamente ho chiesto all'oncologa se in passato le sia capitato altre volte di vedere questo tipo di comportamento e mi ha detto con franchezza che pare tutto piuttosto insolito anche a lei, soprattutto data la mia giovane età che non gioca a mio favore. Poi le ho fatto la domanda diretta che più mi premeva: "Dottoressa, può essere merito dell'alimentazione?", ha ammesso che non si può del tutto escludere che l'alimentazione possa aver avuto la sua importanza, anche se non si può (purtroppo) affermarlo con certezza.

Io però in tutto questo ieri mattina ho visto premiati gli sforzi di un anno... io credo che il risultato in fin dei conti sia andato molto bene!
Analizziamo obiettivamente come stanno le cose: nella migliore delle ipotesi non sono tumorali né linfonodi né micronoduli ai polmoni oppure male che vada sono tumorali entrambi, però i polmoni stanno guarendo, mentre i linfonodi, nonostante l'aggressività del mio tumore e la mia età, sono stati fermi senza fare alcun avanzamento.
Direi che mi posso concedere di viverla come un successo, no?!?

Ovviamente poi con la dottoressa abbiamo parlato anche di quali siano i prossimi passi da fare: le alternative sono o fare una PET subito, oppure aspettare altri 3 mesi e rifare una TAC. La PET è un tipo di esame simile alla TAC, ma che usa come mezzo di contrasto il glucosio, i tumori ne sono ghiottissimi e quindi in sua presenza reagiscono in un modo che il macchinario può riconoscere. Per sapere se i miei linfonodi sono o non sono tumorali andrebbe fatto questo esame, ma con tutti gli sforzi che sto facendo per tenere bassa la glicemia nel sangue andare a iniettarmi del glucosio puro non mi va proprio per niente e quindi ho optato per la scelta della TAC a 3 mesi. Anche perché ho fatto questa riflessione: se i linfonodi risultassero positivi significherebbe che dovrei fare delle chemioterapie e valutando molto serenamente quest'ipotesi ho scelto comunque di non rifarle finché non ci sia da arrestare un peggioramento delle mie condizioni, per adesso i linfonodi sono identici a prima e quindi la scelta sarebbe comunque successiva alla TAC a 3 mesi... con l'oncologa abbiamo quindi concordato che tanto vale fare direttamente quella e poi ripensarci allora!

A questo punto si potrebbe osservare che in soldoni ho detto tutto, ma in realtà alla fine non ho detto proprio nulla... e infatti è esattamente così!
Ci sono molti interrogativi ai quali io stessa vorrei avere una risposta, ma la vita non è fatta per chi vuole delle certezze inconfutabili...
- L'alimentazione funziona?
- Perché i linfonodi della catena mammaria interna si sono ingrossati?
- Perché i micronoduli nei polmoni sono guariti?
- Sarebbe il caso di fare questa benedetta PET?
- Potrebbe essere meglio fare di nuovo la chemioterapia per tranquillità?
Sono tutte cose che sapremo solo con il tempo, io nel frattempo cerco di essere più lucida possibile per non fare scelte dettate dal panico o dal troppo ottimismo. Io non so se l'alimentazione funziona davvero o no, anche se ci spero e CI CREDO... non so se i micronoduli ai polmoni sono scomparsi per merito del mio stile di vita oppure no... idem per i linfonodi, non so se posso stare tranquilla o se invece dovrei impaurirmi... però so che tutto quello che sto vivendo lo voglio raccontare in questo blog, perché nel caso in cui l'alimentazione davvero sia utile alla guarigione, voglio poterlo testimoniare strada facendo.

Ora non devo permettermi neanche per un momento di mollare la presa.
Come si dice in questi casi "squadra che vince non si cambia", perciò adesso più che mai devo portare avanti tutte le mie sane abitudini, anzi devo cercare di stare ancora più attenta perché desidero vedere se ottengo un ulteriore miglioramento entro la prossima TAC.
Ho anche comprato uno ionizzatore d'acqua, quindi adesso ho pure uno strumento in più (del quale magari vi parlerò meglio più in là) col quale integrare tutto il resto... e comunque, alla fine di tutti i ragionamenti, resta una sola immensa verità: io non ho niente da perdere nel continuare sulla strada che ho scelto, voglio sperare invece di avere qualcosa da guadagnare!!!


martedì 14 aprile 2015

Un anno da vegana

Si avvicina a lunghe falcate la data fatidica del 24 aprile... per il resto del mondo è una data come le altre, per il resto d'Italia è la vigilia di un giorno festivo, per me invece è un anniversario piuttosto pesante perché il 24 aprile dell'anno scorso, poco prima dell'ora di pranzo, ero in un ambulatorio dell'ospedale di Siena a ritirare il referto istologico nel quale mi si informava della presenza dell'Antipatico nella mia vita.

Un anno è passato... un anno e sono ancora qui! Beh, perché in questi casi non è mica detto che sia così scontato... anzi, a dirla tutta in nessun caso è mai scontato, ma per lo meno in altre situazioni uno può anche fare finta di nulla e non pensarci!!! ;o)))

Invece io negli ultimi 12 mesi ho vissuto qualsiasi cosa abbia fatto con in testa, come se fosse un mantra, la solita ridondante domanda: "Questa sarà l'ultima volta o riuscirò a farlo ancora?".
L'ultima primavera, l'ultima estate, l'ultima volta che guido su questa strada, l'ultimo pianobar, l'ultima festa, l'ultima fragola... e invece le fragole sono finalmente tornate di stagione e io sono qui di nuovo a mangiarle di gusto!!!

In questo anno, com'è logico immaginarsi, la mia vita è completamente cambiata... io stessa sono completamente cambiata: le mie consapevolezze, i sogni nel cassetto, le priorità, le abitudini (e non solo quelle alimentari) tutto quanto ormai è diverso, tutto molto più "profondo". A un anno di distanza mi sento una persona nuova e in fin dei conti sono soddisfatta della trasformazione!

Tutto quello che ho guadagnato da un punto di vista pratico e tangibile diventando vegana, l'ho già scritto in un altro articolo qualche tempo fa, ma non è quello il cambiamento che reputo più clamoroso...
Mi accorgo con gioia che sto riuscendo a vivere giorno per giorno senza farmi troppe domande sul futuro mentre contemporaneamente riesco a lavorare un passo dopo l'altro per coronare i miei sogni... è così che avrei sempre desiderato essere, ma prima d'ora non c'ero mai riuscita.

Mi sento molto più rispettosa verso tutte le forme di vita in seguito alla mia scelta vegana, ma sento maggiore rispetto anche nei confronti dell'intero Universo (la "U" maiuscola è una cosa voluta) per la positività che cerco di mettere in tutte le cose che affronto... e chissà che anche quest'atteggiamento non sia un po' parte di quell'Illuminazione che ho sempre ricercato nel mio percorso spirituale.
Sento dentro di me un equilibrio e una serenità interiore che non avrei mai osato sperare e sinceramente prego che possano essere conquiste permanenti, ma in ogni caso sarà stato bello poter sperimentare questa modalità almeno per un poco, soprattutto proprio quando ne avevo più bisogno!

Nessuno mi toglie dalla testa che in tutto questo anche l'alimentazione abbia fatto tanto per aiutarmi... l'ho già detto in un altro post che credo che ciò che mangiamo influenzi ciò che siamo e come ci poniamo nei confronti della vita, spero di poter essere una testimonianza diretta di questa mia convinzione.
A volte mi fermo a riflettere su quali sono le persone incontrate nella mia vita che mi sono apparse veramente in equilibrio con se stesse e con il mondo (o per lo meno molto più in equilibrio rispetto a tutti gli altri che conosco)... beh, sono tutte persone che ho incontrato a yoga o a meditazione e sono tutte persone che nel loro stile di vita hanno scelto di alimentarsi in modo consapevole, può essere solo una coincidenza?!?

Io credo fermamente nell'alimentazione vegana, naturale e integrale (associata anche all'attività fisica) come valido aiuto nella cura e nella prevenzione delle recidive del cancro... ma se anche in questo mi sbagliassi, con tutto quello che ho già guadagnato finora, non vale la pena ugualmente di continuare su questa strada?!
Tra pochi giorni avrò il risultato di una TAC di controllo importantissima: è la prima che ho fatto dopo il termine di tutte le terapie ed è quella che mi dirà come il mio corpo sta reagendo senza più aiuti dall'esterno. Certo quello attuale è un momento di profonda incertezza nel futuro, ma l'unica cosa di cui sono sicura è che qualunque sia il risultato della TAC io continuerò con l'alimentazione che amo!!!



domenica 5 aprile 2015

Biscotti gluten free

Come temevo, purtroppo, il glutine mi dà proprio tanta, ma tanta noia... pure i biscotti dello scorso post mi hanno fatta stare male, nonostante li avessi fatti con l'avena che ha un tipo di glutine più digeribile rispetto agli altri cereali.

Altri aggiornamenti a breve non appena arriveranno i risultati delle analisi del sangue... nel frattempo per tranquillità passo ad un'alimentazione 100% gluten free e quindi devo rivedere un poche di abitudini (niente più pausa caffè coi colleghi perché l'orzo contiene glutine) e modificare un poche di ricette.

Partiamo subito da quella dei biscotti, ormai ci ho preso gusto a mangiarne qualcuno ogni tanto quindi me li faccio volentieri!!! Anzi, già che sono a sperimentare, quasi quasi me ne invento tanti tipi diversi così poi mi potrò anche permettere l'imbarazzo della scelta... ;o)))

La base dei biscotti sarà sempre la stessa:

  • 200 gr farina di grano saraceno
  • 150 gr farina integrale di riso
  • 1/2 bicchiere di olio di semi di girasole
  • latte vegetale di un tipo a piacere (q.b.)
  • un poca di vaniglia o al limite della Vanillina
  • qualche cucchiaino di succo di mela concentrato per dolcificare (e qui per la quantità ognuno faccia a proprio gusto, io per esempio ce ne metto veramente poco) oppure qualche altro dolcificante a scelta
  • un cucchiaino di bicarbonato
Gli ingredienti vanno lavorati tutti insieme fino a ottenere un composto molto morbido, che poi andrà messo a cucchiaiate su carta forno e infornato a 200° per circa 20 minuti.

Le varianti a questa base che ho provato sono pressappoco queste:

  1. Ho sostituito il latte vegetale con lo yogurt magro di soia, il risultato è che i biscotti vengono un po' più soffici (da provare anche in abbinamento a tutte le altre idee di seguito)
  2. Ho sostituito il latte vegetale con il succo di pura mela 100% e la vaniglia con la cannella, il risultato mela+cannella è veramente gradevole
  3. Ho aggiunto un poca di uvetta nell'impasto e un pochi di semi di girasole sopra ai biscotti prima di infornarli
  4. Ho aggiunto una cucchiaiata di cacao puro per fare i biscotti al cioccolato
  5. Ho aggiunto all'impasto una granella di frutta secca (mandorle, nocciole, noci, spezzettate con un coltello)
  6. In alcuni biscotti ho aggiunto della farina di carrube. Il risultato è davvero molto dolce per il mio palato, se si utilizza la polvere di carruba bisogna avere l'accortezza di diminuire la quantità di dolcificante utilizzato
  7. Ho aggiunto delle bacche di goji


... e adesso usate pure la vostra fantasia e magari poi inviatemi un pochi di suggerimenti nuovi!!!

lunedì 23 marzo 2015

Biscotti di avena

Ci sono sere nelle quali un poca di tristezza prende il sopravvento su tutto l'ottimismo e la positività che mi sforzo di avere... sono sere nelle quali volente o nolente scattano i bilanci di vita e un ricordo, una fotografia, una canzone, possono ferire come la lama di un coltello ben affilato. E' in queste sere che mi viene voglia di dolci, cosa abbastanza anomala per me, che di solito non amo troppo il sapore dolce, preferendo di gran lunga l'amaro o al limite il salato.

E che si fa in questi casi, visto che la mia dieta non prevede assolutamente alcun tipo di zucchero?!? Di certo non posso andarmi a cercare qualcosa di prodotto industrialmente, ma pure tra i dolci artigianali è pressoché impossibile trovare qualcosa fatto senza zuccheri... quindi non mi resta altro da fare che mettermi all'opera e ingegnare la fantasia!!! Tra l'altro cucinare per me è sempre stata un'attività molto ZEN, se fatta col giusto spirito di solito mi distende i nervi e mi placa le tensioni... perciò la voglia di dolce oggi cade proprio a fagiolo. ;o)))

Va premesso che da qualche tempo ho eliminato il glutine dalla dieta perché mi sono accorta che mi dava parecchio fastidio, ma siccome in tanti mi hanno detto che nell'avena è contenuto un tipo di glutine molto meno "pesante" di quello degli altri cereali, allora ho deciso di provare a fare dei biscotti all'avena e vedere cosa succede, magari scopro per davvero che non mi danno noia!
Neanche a farlo apposta, ho una confezione di fiocchi d'avena già aperta che nel frattempo avevo messo in fondo alla dispensa, quasi nascosta, in attesa di fare a fine mese i test per la celiachia... con un poca di fantasia e con l'aiuto della mia amica Valesca, fornitrice ufficiale di ricette più che idonee al mio stile alimentare, dovrei riuscire a realizzare in poco tempo qualche semplice golosità!
Le ricette che ho deciso di tentar di seguire sono due, ma siccome la seconda l'ho trovata su internet come sempre la devo un po' modificare altrimenti non è vegana, ma soprattutto non è senza zucchero.

Partiamo dalla ricetta dei biscotti bianchi (per la quale devo ringraziare Valesca!):

  • 1 tazza di fiocchi d'avena
  • 1 tazza di succo di mela
  • 1/2 tazza di acqua
  • 1/2 tazza di uvetta
  • 1/2 tazza di mandorle spezzettate
  • 1 pizzico di sale marino integrale
  • (un po' di farina di grano saraceno, alla fine per addensare l'impasto, se necessaria)

Mettere tutti gli ingredienti insieme in una ciotola e mescolarli bene, lasciare riposare il tutto coperto da un asciughino. Se dopo qualche ora il liquido non risulterà ancora del tutto assorbito aggiungere qualche cucchiaiata di farina di grano saraceno finché il composto ottenuto non sarà lavorabile per farne delle "montagnette" abbastanza stabili.
Mettere della carta forno su una pirofila e versarvi l'impasto a cucchiaiate avendo cura di non disporle troppo vicine l'una all'altra, cuocere in forno preriscaldato a 180° per circa 15 o 20 minuti.
I biscotti che otterrete con questa prima ricetta saranno piuttosto morbidi.

La seconda ricetta invece è quella dei biscotti neri... l'ho modificata rispetto all'originale, che non era vegana e che conteneva del lievito chimico, ma devo dire che il risultato finale mi è piaciuto moltissimo!

  • 180 grammi di fiocchi d'avena frullati
  • 100 grammi di farina di mandorle
  • 80 grammi di olio di semi di girasole
  • 2 o 3 cucchiai di farina di carrube
  • (eventualmente, ma io non lo uso) qualche cucchiaio di succo di mela concentrato per dolcificare
  • 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
  • latte vegetale q.b.

Mescolare tutti i componenti secchi in una ciotola, poi versare l'olio e impastare. Successivamente versare molto lentamente il latte vegetale continuando a mescolare bene, fino a che non si otterrà un composto omogeneo e lavorabile con le mani. Fare tante piccole palline e schiacciarle in altrettanti dischetti, che vanno disposti su una pirofila sopra a della carta forno e poi cotti a 180° per 20 o 25 minuti.
A differenza degli altri questi biscotti saranno un po' più croccanti, adatti anche a essere inzuppati.

Buon appetito!!!


giovedì 12 marzo 2015

Bentornata Laura!!!

(... e vista la latitanza degli ultimi tempi, un pochino anche bentornata Lisa!) ;o)))

Carissimi... è per me un piacere infinito comunicare a tutti che Laura è rientrata dalla sua avventura indiana (e non solo indiana)!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Io l'ho seguita passo a passo sul suo blog personale, senza perdermi una sola parola e sognando di essere lì anch'io... adesso Laura torna con un bagaglio di esperienze e conoscenze tutte nuove: in questi mesi è diventata insegnante di yoga, ha imparato le basi della permacultura, ha fatto la sua esperienza di meditazione Vipassana... e molto altro! E' una donna ancora più completa di quanto non fosse alla sua partenza... chissà cos'avrà in serbo per noi su questo blog, adesso, con tutte le sue nuove consapevolezze?! Laura, non vediamo l'ora di leggerti di nuovo!!! :o)))

Per quanto riguarda me, è da più di un mese che non scrivo niente... ma non per mancanza di voglia o di ispirazione, anzi! E' che sto vivendo (per mia fortuna) un periodo molto pieno, denso di impegni interessanti: sto facendo un corso professionale, con il relativo stage e tutti gli esami intermedi... l'Antipatico mi ha fatto capire cosa voglio fare "da grande" e mi sto muovendo in quella direzione! Il tempo libero in questo modo però purtroppo scarseggia e devo obbligatoriamente lasciare indietro qualcosa, riesco ogni tanto a marcare il segno del mio passaggio sulla pagina Facebook di Vegan-Terapia, ma oltre a questo proprio non riesco a fare altro.

Inoltre come promettevo nella pagina dei Contatti abbiamo finalmente iniziato la collaborazione con il Dr.Andreoli a Siena. L'organizzazione della cosa mi ha portato via davvero molto tempo, ma ne valeva la pena! Spero da ora in poi di riuscire ad avere di nuovo qualche "spazio vuoto" per tornare un po' più spesso a pubblicare qualcosa qui...

A presto!!!

sabato 31 gennaio 2015

Il mio corpo che cambia


Ho già detto e ridetto di quanto io sia grata all'alimentazione che sto facendo per i benefici immensi che ne ho tratto nel periodo delle terapie... fare la chemio che ho fatto io (quella che negli effetti collaterali riportava "nausea e vomito medio-forte") senza mai dover prendere nemmeno il Plasil prima dei pasti, io lo considero un successo tale che vale la pena di aver cambiato le abitudini alimentari anche solo per questo!

Adesso sto facendo le radioterapie... sono quasi alla fine, me ne mancano soltanto due! Sicuramente la mia fortuna principale in questo momento è quella di avere una carnagione piuttosto olivastra che di certo aiuta a non scottarsi, ma come mi diceva il Dr.Andreoli prima di iniziare le sedute, avere i tessuti del corpo completamente depurati e disintossicati non può che limitare gli eventuali danni... morale della favola: non mi sono irritata, né arrossata, né bruciata ed è una gran cosa essere arrivata alla fine delle terapie in questa maniera, stando a quello che mi diceva ieri sera la dottoressa che mi ha fatto il controllo settimanale. :o)))

Però il mio grande compiacimento non si ferma qui! E' vero che ho deciso per questo cambio drastico di stile alimentare principalmente perché credo tantissimo che sia utile alla guarigione, ma i benefici che ne ho avuto vanno ben oltre a quello che avrei mai potuto aspettarmi... in questo momento mi sto solo chiedendo perché io non abbia fatto le stesse scelte prima! Era già da tempo che per motivi etici non mangiavo più la carne, da parecchio non usavo più le uova se non erano quelle della "Gallina Felice" (le prendevo da una signora che ha le galline in giardino), stavo già iniziando a farmi parecchi scrupoli sui latticini... presto o tardi sarei diventata vegana salutista lo stesso!!! E' stato un vero peccato non averlo fatto prima visto che l'efficacia dell'alimentazione nella prevenzione del cancro è già stata sperimentata e ufficializzata (mentre per quanto riguarda l'importanza durante la cura siamo ancora alla fase di studio, sebbene molti dei risultati statistici iniziali lascino ben pensare), ma è stato un peccato anche perché avrei risolto molto prima tanti miei problemini e avrei vissuto parecchio, ma parecchio meglio!

Ovviamente visto che questo è un blog di "testimonianza" di un'esperienza personale, non sto a riportare in generale tutti i benefici che può dare una dieta vegetale e integrale, per questo ci sono già fin troppi libri in commercio! Io desidero riportare la mia "carrellata" di piccole vittorie consapevolissima che non ho fatto di certo l'en plein e che quindi non potrò essere sicuramente esaustiva... ma restano ugualmente le mie piccole vittorie e ne vado fiera!!!
  • Il primissimo beneficio che ho riscontato è che, dopo una vita intera, ho finalmente detto addio alla stitichezza! Io sono arrivata a essere quasi dipendente dalle supposte di glicerina per certi periodi in passato, ma anche quando non le usavo di certo non avevo un intestino molto regolare. Da bambina sono stata perfino all'ospedale per un fecaloma quindi sto parlando di una situazione abbastanza cronica e pesante da sopportare... è decisamente tutto un altro stile di vita adesso!
  • Ho detto addio anche all'acidità di stomaco della quale spesso soffrivo e che mi creava qualche difficoltà pure nel canto (mia grande, infinita passione!)... un medico una volta è arrivato a parlare di reflusso gastroesofageo dopo che mi ha visitata, adesso non so più nemmeno cosa voglia dire!
  • E' cambiata moltissimo anche la mia pelle: è infinitamente molto meno secca di com'era prima (uso la metà delle creme idratanti che usavo, ma sto meglio) e ho la sensazione che sia pure più luminosa.
  • Un problema che mi ha sempre creato delle grandi difficoltà "sociali" è che il mio sudore aveva un odore abbastanza forte, dovevo obbligatoriamente utilizzare il deodorante per le ascelle perché se non me lo mettevo puzzavo già dopo mezz'ora dalla doccia. Ero espertissima in deodoranti: sapevo esattamente quali erano davvero efficaci e quali invece non mi facevano proprio nulla. Ero abbastanza esperta anche in detersivi... avevo scoperto che NESSUNO riusciva a togliere quell'odoraccio in lavatrice, per cui ero costretta a pretrattare tutte le mie magliette con la candeggina delicata. Non parliamo poi di piedi, calzini e scarpe... dico solo che, nonostante la doccia della mattina, dovevo assolutamente tornare a casa dopo l'ufficio per lavarmi i piedi e cambiare i calzini se volevo andare a yoga alle 19.00... una vera schiavitù! Beh, adesso vado a yoga direttamente dall'ufficio, anzi a dirla tutta quando tolgo le scarpe la sera i calzini molto spesso hanno ancora l'odore del detersivo. E poi adesso non uso più il deodorante (mai, mai... MAI!), inoltre la ACE mi vuole far causa per la riduzione improvvisa del fatturato!!! ;o)))
  • Ma a proposito di sudorazione, la cosa che mi ha davvero rivoluzionato la vita è che ho detto addio alle mani che sudano! Non potete capire che razza di problema sia stato per me questo, ne avevo il complesso, non ero mai riuscita ad accettare questa cosa... mai una volta ho stretto la mano di qualcuno senza imbarazzo, mai una volta mi sono permessa di fare una carezza se non col dorso delle dita, ho sempre dovuto trattenermi dall'appoggiare la mia mano su quella degli amici in difficoltà per consolarli o dal prendere la mano di qualcuno tra le mie, inoltre in treno, pullman, metropolitana, tram, ovunque ci si dovesse reggere per non cadere, non sapevo come fare per non lasciare delle piccole pozzanghere dove altri avrebbero inevitabilmente dovuto mettere le mani dopo di me... una vera tragedia! Ho perfino dovuto smettere di suonare il flauto traverso da ragazzina perché la troppa umidità intorno ai miei polpastrelli faceva ossidare i meccanismi e bloccava i tasti. E a lavoro?!? Ogni anno mi cambiavano la tastiera del PC perché non si leggevano più le lettere e i numeri... li corrodevo! Trovarmi improvvisamente ad avere le mani NORMALI mi ha cambiato la vita... chi non ha mai avuto un problema del genere non credo possa capire quanto io sia euforica di questa conquista...
  • Di conseguenza all'avere le mani sempre asciutte, ma credo anche per la più completa ricchezza di minerali nella dieta, adesso mi trovo ad avere le unghie molto più forti di prima (a parte la parentesi del periodo delle chemio, nel quale ho dovuto tagliarle corte perché mi si staccavano).
  • Come ho già scritto in un articolo precedente (Alimentare lo spirito) i benefici che ho riscontrato mangiando in questo modo non sono solo ed esclusivamente fisici: ho acquisito una serenità che in passato forse non mi sarei mai nemmeno sognata di raggiungere (e chissà se le mie mani non sudano più proprio perché io sono infinitamente più tranquilla di prima). Non ho più l'ansia costante che avevo prima, né gli attacchi d'ansia improvvisi, le mie reazioni sono diventate molto più contenute, la lucidità che sento nel distaccarmi dai fatti che mi accadono per vederli come "dall'esterno" a volte mi stupisce... inoltre questa mia maggiore calma interiore mi porta a mettermi meno sulla "difensiva" nei confronti delle altre persone, per cui sono migliorati parecchio i miei rapporti umani e mi accorgo perfino di chiacchierare meno a "macchinetta-stordisci-gente" rispetto a prima. Per chi mi conosce da poco ho un messaggio... sì, avete capito bene, prima chiacchieravo pure di più!!! ;o)))
  • E poi come non parlare del mio bel dimagrimento ottenuto senza diete ipocaloriche... nonostante la chemioterapia (che spesso fa ingrassare) io ho perso in totale una decina di chili negli ultimi mesi, senza mai avere fame e senza mai impormi di mangiare poco. Semplicemente i chili di troppo sono spariti da soli e senza il minimo sforzo.
  • Ma tutti i miglioramenti conquistati in questo ultimo anno non li devo solo all'alimentazione... in questo periodo ho variato tante abitudini di vita e un ringraziamento devo farlo anche all'attività fisica più frequente. Ho ottenuto tutti i ben noti benefici del fare costante allenamento e anche in termini di "fiato" non c'è proprio paragone rispetto a prima, ma la cosa più sorprendente è che tra l'alimentazione e l'attività fisica, ho notevolmente ridotto un altro mio problema "storico": io ho sempre avuto una pessima circolazione nelle gambe, mi trovavo spesso ad avere le caviglie enormi a fine giornata e le gambe di un colore poco "sano", portavo fisse le calze a 140 denari anche d'estate (anzi, SOPRATTUTTO d'estate!) mentre quest'anno ho notato che le gambe non si sono quasi mai gonfiate, nemmeno nel periodo delle chemioterapie!

Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro, noo?!?


Concludo con un'ultima osservazione: mi dicevano in tanti, già quando ho smesso di mangiare la carne, che mi sarebbero sicuramente mancate delle sostanze e che sarei di certo finita per stare male... forse chi si improvvisa dietologo di se stesso può correre un rischio del genere se non conosce i principi di base di un'alimentazione bilanciata, ma chi come me si affida ad un medico professionista e nel frattempo magari studia anche un po' per rendersi un minimo indipendente, non ha da temere nulla del genere. Riporto ancora una volta la mia esperienza personale: Il Dr.Andreoli mi ha chiesto di fare tutta una serie di analisi del sangue dopo alcuni mesi di questo regime alimentare... beh, i valori sono tutti perfetti! Nessuna carenza di rilievo, nemmeno della famigerata vitamina B12!!! Ho solo il colesterolo che è un po' basso, ma nessun medico finora mi ha detto che questo sia un fattore preoccupante, anzi...

Lancio ai non-vegani non-salutisti una piccola provocazione: perché non mi dimostrate che mi sbaglio provando per un solo mese a cambiare la vostra alimentazione per vedere come vi trovate voi?
Io sono convinta che in pochissimi, dopo aver scoperto di stare tanto meglio, tornerebbero agli eccessi dei regimi alimentari precedenti!!!!!


mercoledì 28 gennaio 2015

Indice glicemico, un valido alleato.

Abbiamo già parlato di glicemia nello scorso articolo e adesso, come promesso, approfondiremo un argomento strettamente collegato.

Abbiamo detto che (riporto alla lettera!) "non è sufficiente limitare o addirittura eliminare la quantità di dolci che mangiamo, pur essendo questa una cosa davvero fondamentale, è altrettanto importante saper riconoscere anche tutti gli altri alimenti che ci possono causare notevoli innalzamenti della glicemia, per poterne moderare il consumo di conseguenza. Questa cosa è possibile ed è pure piuttosto semplice, conoscendo l'INDICE GLICEMICO degli alimenti"... e allora vediamo un po' chi è e quale lavoro fa questo indispensabile alleato al nostro servizio!

Per una definizione precisa e per la spiegazione scientifica esatta, rimando a Wikipedia (Indice glicemico), io come sempre proverò a banalizzare il concetto! La nostra digestione trasforma gli alimenti che ingeriamo in zuccheri, perché sono questi ultimi che costituiscono la "benzina" per il "motore" delle nostre cellule, ma ovviamente gli alimenti non sono tutti uguali: alcuni contengono un potenziale di glucosio davvero elevato, mentre altri ne contengono pochissimo... l'indice glicemico, in pratica, serve a misurare questo quantitativo rapportato anche alla rapidità con cui gli zuccheri passano nel sangue dopo il pasto: ad un indice elevato sono associati quegli alimenti che hanno o che "nascondono" tanti zuccheri, viceversa l'indice è basso per quelli che non innalzeranno di molto la nostra glicemia nel processo di digestione.

Siccome si tratta di valori che hanno delle variazioni soggettive piuttosto limitate, sono state create delle particolari tabelle riepilogative nelle quali è possibile trovare la lista degli alimenti più comuni col relativo indice associato. Ovviamente bisogna sempre tenere presente che si tratta di "macrocategorie" perciò quando cerchiamo nella tabella (ad esempio) le mele, dovremo ricordarci che esistono più tipi di mela e che anche all'interno della stessa qualità possono esserci delle variazioni dovute alla zona di provenienza o al grado di maturazione del frutto, resta il fatto che comunque, in linea di massima, i valori riportati in queste liste possono essere utili per farci un'idea un po' più precisa nello scegliere gli alimenti con gli indici glicemici più moderati. Si tratta di informazioni importanti: teniamo presente che addirittura c'è chi su questi dati ha creato un metodo dietetico che ha riscosso un gran bel successo! Se siete curiosi, date un'occhiata a questo sito: Il metodo Montignac (tra l'altro su questo sito potete trovare uno strumento di ricerca dei vari indici glicemici degli alimenti e anche una tabella riassuntiva, comodamente impostata in ordine alfabetico).

Per scegliere consapevolmente gli alimenti, quindi, sarà bene imparare quali sono quelli che tendono ad alzare la glicemia e quali sono invece quelli che non la modificano poi così vertiginosamente: per farlo sarà sufficiente controllare (tranquilli... è uno sforzo da fare soltanto le prime volte, dopodiché vivrete di rendita!) i valori riportati nelle tabelle riepilogative, tenendo presente che l'indice è considerato basso quando va da 0 a 55, è medio nell'intervallo tra i 55 e i 70 punti e infine si considera alto o altissimo in base a quanto supera il valore di 70.

Ma non finisce qui!!! Perché (questa è la cosa simpatica della natura!) esistono anche degli alimenti che per loro natura tendono a contenere la nostra glicemia o a rallentare il tempo di passaggio degli zuccheri nel sangue, possiamo considerarli come una sorta di "tamponi" naturali. Siccome in un pasto difficilmente noi mangeremo soltanto un unico alimento, le associazioni e gli abbinamenti tra i diversi cibi (grazie a questi "tamponi") possono aiutarci a contenere la quantità di glucosio che viene elaborata nella digestione, ne consegue che utilizzando alcuni semplici trucchetti saremo in grado di tenere abbastanza bassa la glicemia pur permettendoci alimenti che hanno un contenuto di zuccheri un po' più importante.

Ad esempio, esistono alimenti che contengono molte fibre solubili le quali, assorbendo molta acqua, creano una sorta di "gel" nell'intestino che rallenta il passaggio degli zuccheri nel sangue (a questo proposito teniamo presente che più un cibo è raffinato, meno fibre contiene e più di conseguenza il suo indice glicemico sarà alto), inoltre le fibre con l'acqua si "gonfiano" e ci fanno sentire sazi più in fretta e più a lungo. Altro esempio interessante è quello dei cibi "a lento rilascio": anche se potenzialmente essi contengono buoni quantitativi di zuccheri complessi, il fatto che li rilascino molto più lentamente di quanto avviene per gli zuccheri semplici, non ci causa picchi glicemici improvvisi ed elevati, anzi, ci porta ad avere livelli glicemici più costanti e contenuti nel tempo, con conseguente senso di sazietà più prolungato.

Pure alcuni metodi di cottura possono aiutarci con la glicemia o anche certe associazioni tra gli alimenti... e allora vediamo punto per punto quali sono questi facili "trucchetti" da tener sempre presenti:

  • - (ovviamente!) limitare fortemente il consumo di alimenti con indice glicemico molto alto, anche se associati in modo intelligente;
  • - evitare di mangiare da soli gli alimenti che hanno un indice glicemico medio o alto, è meglio accompagnarli con qualche cibo "tampone";
  • - mangiare ad ogni pasto tante fibre, tipicamente cereali integrali (avendo cura di bere in contemporanea anche un po' d'acqua);
  • - cuocere la pasta al dente, perché l'indice glicemico della pasta cresce di pari passo con la cottura;
  • - non esagerare con le cotture al forno che asciugando gli alimenti ne innalzano l'indice glicemico (vale anche per tutti i prodotti da forno che si acquistano e pure per le gallette o per i cereali soffiati)
  • - usare (in quantità moderate) oli e grassi in associazione con gli alimenti che hanno indici glicemici importanti, perché aiuta a rallentare il passaggio degli zuccheri nel sangue;
  • - associare nei pasti principali i legumi ai carboidrati... e con "associare" intendo metterli contemporaneamente nello stesso piatto, evitando di fare (all'italiana) un primo di carboidrati e un secondo di legumi... altrimenti, visto che la digestione avviene "per strati" nello stesso ordine col quale abbiamo mangiato, si perde parzialmente il beneficio di quest'abbinamento "abbassa-glicemia";
  • - (ora che la stagionalità ce lo consente) mangiare la zucca gialla in tutte le varianti che ci risultano gradite, perché è un alimento che abbassa il quantitativo di glucosio nel sangue;
  • - scegliere alimenti (o condimenti) ricchi di Omega 3;
  • - usare almeno 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva (a crudo!) per condire i carboidrati a ogni pasto;
  • - far raffreddare un po' gli alimenti molto amidacei prima di mangiarli, perché più sono caldi più risultano digeribili e di conseguenza più sarà rapido il passaggio del glucosio nel sangue;
  • - preferire le carote crude a quelle cotte, perché con la cottura cresce il loro indice glicemico;
  • - usare la curcuma per condire le nostre pietanze o la cannella in aggiunta alle tisane, perché tengono a bada gli zuccheri nel sangue;
  • - bere spesso del tè verde, perché tampona la glicemia nel sangue;
  • - mangiare la frutta senza troppi sensi di colpa come spuntino di mezza mattinata oppure a merenda (quindi lontano dai pasti), ma evitare assolutamente di mangiarla come chiusura del pranzo o della cena, perché verrebbe digerita per ultima e nel tempo di permanenza nel nostro stomaco inizierebbe la fermentazione (che crea zuccheri);
  • - in ogni caso, preferire la frutta non troppo matura;
  • - leggere sempre le etichette di ciò che acquistiamo (ne abbiamo già parlato, ma non mi stancherò mai di dirlo!) per sapere se c'è dello zucchero "nascosto" tra gli ingredienti di ciò che stiamo scegliendo... facendo molta attenzione perché a volte lo si trova anche "camuffato" sotto forma di sciroppi, malti, amidi, ecc.

Credo sia giusto, per completezza e per cultura generale, fare anche un rapido accenno al concetto di carico glicemico, perché è ovvio che tutto ciò che abbiamo detto finora va collegato anche alla quantità di alimenti che ci mangiamo nei singoli pasti! (http://it.wikipedia.org/wiki/Carico_glicemico)
Anche a logica, infatti, è facile capire che incide meno un piccolo boccone di un cibo a indice glicemico elevatissimo, all'interno di un pasto ben controllato, piuttosto che un'enorme porzione di un qualsiasi alimento con l'indice glicemico medio. Il carico glicemico in sintesi misura esattamente questo: l'impatto del cibo sulla glicemia in funzione sia del tipo di alimento che della quantità ingerita (quindi un altro punto da aggiungere alla lista dei trucchetti qui sopra, potrebbe essere quello di evitare le porzioni esagerate e di limitare le mega-scorpacciate).

Infine, lo sapevate che esiste pure l'indice insulinico? (http://it.wikipedia.org/wiki/Indice_insulinico)
Sì perché non sempre un alimento con indice glicemico basso ha anche un ridotto effetto sulla produzione di insulina, perciò si è reso necessario pensare a un ulteriore indice che ci permetta di conoscere l'effetto del cibo ingerito sulla produzione di insulina da parte del pancreas. Un esempio su tutti è costituito dai legumi, che hanno un indice glicemico abbastanza basso, ma che stimolano ugualmente la secrezione di insulina per il loro importante contenuto di amminoacidi, evitiamo perciò di prepararci delle "padellate" di fagioli tipo quelle di Terence Hill in "Lo chiamavano Trinità"! Chi (come me) fa la dieta del Prof.Berrino avrà notato quanto lui ci tenga a sottolineare che i legumi, pur necessariamente presenti in ogni pasto pricipale, debbano essere piuttosto limitati nella quantità... il motivo sta proprio in questo: noi pazienti oncologici dobbiamo cercare di tenere bassa l'insulina il più possibile e quindi non è sufficiente tenere sotto controllo SOLTANTO la glicemia.

Un'ultima curiosità: sapete che abbiamo delle specie di "papille gustative" anche nell'intestino? Il nostro corpo è infatti in grado di sentire i sapori dolci non solo in bocca, ma anche nel naso, nei polmoni e appunto nell'intestino (anche se noi di questo non ci rendiamo conto!) il che comporta che, quando un cibo dolce arriva nell'intestino, viene riconosciuto immediatamente grazie al suo sapore e innesca la fisiologica reazione per la quale l'intestino stesso accelera la spinta degli zuccheri verso il sangue... ma cosa significa questo? Che tutti gli alimenti dolcificati con malti, aspartame, sciroppi vari o estratto di stevia (a prescindere dal loro quantitativo ridotto di calorie), per "colpa" del loro sapore, creano ugualmente questa reazione e anche se non contengono direttamente zucchero semplice, fanno però passare rapidamente nel sangue tutti gli altri zuccheri complessi che ci siamo mangiati insieme a quei dolcificanti... e la glicemia sale lo stesso molto più velocemente, nonostante tutti i nostri trucchetti per evitarlo! E' importante perciò abituarci a mangiare meno dolce in assoluto, ci basterà poco tempo per disassuefarsi dai sapori molto zuccherini e adattarsi ai gusti meno "truccati"... come diceva Confucio: "Tutti mangiano, ma pochi conoscono davvero i sapori" e allora impariamo a conoscerli questi sapori veri!!!

Vi saluto consigliandovi la visione di questo video esplicativo, nel quale un nutrizionista professionista spiega, molto meglio di quanto posso aver fatto io, tutto quello che avete letto fin qui: https://www.youtube.com/watch?v=we2H8PMXhhU.

:o)))

A presto!!!!!!!!!!!


domenica 11 gennaio 2015

Glicemia... a cuccia!!!

Le feste sono alle spalle e questo articolo, che sarebbe stato davvero impopolare qualche settimana fa, arriva giusto nel periodo in cui tutti quanti cerchiamo di perdere quei due o tre chiletti messi su grazie a pandori e panettoni; se invece siamo tra i pochi fortunati che non hanno preso nemmeno un etto nel periodo natalizio, comunque in gennaio cerchiamo di depurarci dagli stravizi che ci siamo concessi... quindi spero che quest'articolo possa essere utile anche a chi non deve fare la mia dieta per i miei stessi motivi!!!

Di glicemia solitamente abbiamo sentito parlare solo in correlazione con il diabete ed effettivamente per i soggetti diabetici è indispensabile tenerla sotto controllo in modo molto accurato, ma pochi sanno che l'importanza di queste attenzioni non è riservata solo a chi soffre di diabete, anzi il fatto di non avere problemi metabolici non ci deve assolutamente portare a sentirci autorizzati a mangiare di tutto impunemente... vediamo perché.

Intanto con la parola "glicemia" si intende la quantità di glucosio presente nel sangue: è una cosa perfettamente normale che ve ne sia, perché serve al corpo per produrre energia all'interno delle cellule, il suo valore però non deve essere né troppo alto né troppo basso, altrimenti ne risentiamo e stiamo male fino a livelli anche molto gravi.
In un organismo sano, l'ormone deputato a tenere a bada la glicemia è l'insulina, che viene prodotta dal pancreas e permette al glucosio presente nel sangue l'ingresso nelle cellule dove verrà trasformato in energia vitale (il problema dei diabetici sta proprio nella insufficiente gestione spontanea dell'insulina).
Semplificando in maniera molto banale: quello che noi mangiamo viene trasformato in glucosio con la digestione, il glucosio attraverso l'intestino passa nel sangue dove di conseguenza la glicemia sale, non appena il pancreas se ne accorge produce insulina in diretta proporzione alla quantità di glucosio in circolazione, l'insulina fa il suo lavoro e spinge il glucosio nelle cellule riportando la glicemia nel sangue a valori appropriati, le cellule infine lavorano il glucosio e ne traggono energia, se questa serve subito, oppure creano scorte (grasso) da utilizzare in futuro.

Avviene però che la produzione di insulina, per quanto in esatta proporzione al glucosio presente nel sangue, sia sempre un pochino ritardata rispetto alle curve di innalzamento o abbassamento della glicemia, questo fa sì che in certi momenti ci troviamo (per assurdo) ad avere "elaborato" tutti gli zuccheri in circolazione, mentre manteniamo ancora alto il valore dell'insulina, ovviamente questo ci obbliga a dover far fronte a dei veri e propri "crolli glicemici". Infatti tutti quei cibi che ci danno picchi molto alti di glucosio (tipicamente gli zuccheri semplici), ci creano anche altrettanti picchi insulinici, con la conseguenza che il glucosio viene spinto molto rapidamente dal sangue verso le cellule e si esaurisce subito, mentre l'insulina che resta alta ancora per un po', diventa eccessiva e ci manda in ipoglicemia, questa cosa produce in noi il prepotente bisogno di mangiare di nuovo altri zuccheri... e si finisce quindi in un pericoloso circolo vizioso che si interrompe solo quando riusciamo a vincere le tentazioni scegliendo di ingerire un alimento che ha un rilascio glicemico un po' più lento e perciò tiene il passo col calo insulinico. Di questa informazione è bene far tesoro in periodi come questo, nei quali si cerca di dimagrire un po', perché può aiutarci a prevenire la voglia matta di dolce!

Mi scuso per questo tentativo di banalizzare un processo così complesso, ma un'infarinatura è indispensabile per capire perché questi valori siano così importanti. Innanzitutto per chi è sovrappeso tutto quello che abbiamo detto serve a capire come avviene la produzione del nostro grasso corporeo e ci aiuta anche a comprendere il perché l'attività fisica (e con "attività fisica" intendo anche una buona passeggiata) sia così importante dopo aver mangiato più del dovuto. La cosa che mi preme più di tutte trattare, però, è la connessione che c'è tra la glicemia e le cellule tumorali, perché ovviamente è una cosa che mi riguarda in prima persona. Secondo gli studi del Prof.Franco Berrino, le cellule tumorali sono molto più "golose" di glucosio rispetto alle loro colleghe sane, quindi se noi facciamo in modo di tenere a bada i nostri valori glicemici, possiamo riuscire ad "affamarle" e quindi ad avere qualche potere sulla loro espansione... oppure nel caso in cui stiamo facendo la chemioterapia, possiamo indebolirle per fare in modo che i farmaci abbiano su di loro un effetto superiore.
(per un utile approfondimento, vedere questo link: http://coachalimentare.it/alimentazione-in-chemioterapia-di-franco-berrino/ nel quale il passaggio saliente è nell'ultimo paragrafo)

Ovviamente ogni alimento ha un potenziale glicemico differente dagli altri e questa differenza non dipende solo da quanto zucchero esso contiene originariamente... infatti un'altra cosa importantissima da sapere è che la nostra digestione TRASFORMA in glucosio tutta una serie di nutrienti che originariamente hanno una struttura molto più complessa: è il caso ad esempio dei carboidrati (ma non solo), non per niente chiamati anche "zuccheri complessi". Quindi non è sufficiente limitare o addirittura eliminare la quantità di dolci che mangiamo, pur essendo questa una cosa davvero fondamentale, è altrettanto importante saper riconoscere anche tutti gli altri alimenti che ci possono causare notevoli innalzamenti della glicemia, per poterne moderare il consumo di conseguenza. Questa cosa è possibile ed è pure piuttosto semplice, conoscendo l'INDICE GLICEMICO degli alimenti... ma è un argomento che approfondiremo meglio nel prossimo articolo, altrimenti questo diventa di una lunghezza infinita!!! ;o)))

Detto tutto questo diventa molto più facile capire tutta una serie di motivazioni legate alle restrizioni della mia dieta adiuvante alle terapie oncologiche (per chi non la conoscesse guardare qui) perché, per non "dare da mangiare" alle cellule tumorali, devo fare in modo di contenere più possibile il livello di glucosio nel sangue e questo è possibile solo eliminando gli alcolici, bandendo tutti i dolci, preferendo gli alimenti che contengono parecchie fibre (quindi quelli integrali), limitando la frutta soprattutto se molto zuccherina e in ogni caso non mangiandola mai a fine pasto perché, in uno stomaco già pieno, rimarrebbe parecchio a lungo prima di essere digerita e in questo tempo fermenterebbe causando successivamente un innalzamento della glicemia molto più elevato e rapido.

Un'ultima cosa molto importante da dire è che l'attività fisica fatta dopo l'assunzione di cibi dolci è fondamentale per chi desidera perdere peso e non assimilare tutte le calorie di quello che ha mangiato, nel mio caso però (pur essendo indispensabile per mille altri motivi) non aiuta affatto a evitare di nutrire le eventuali cellule malate, per me la cosa più importante è quella di eliminare il più possibile gli zuccheri, a prescindere dalla rapidità con cui li posso metabolizzare e bruciare. In soldoni devo comportarmi come se fossi una persona diabetica, che però non ha la possibilità di utilizzare grandi dosi di insulina da iniettarsi... cosa che può anche essere un po' pesante da un lato, ma - tornando a quello che dicevo in apertura - mi permette di passare indenne dal periodo delle feste, nel quale quest'anno infatti sono addirittura dimagrita di un chilo!!!!!!!!!!! :o)))