Vegan, ma non solo!

Dieta vegetale, ma non solo... qui si tratta di alimentazione naturale a 360°, di stile di vita sano, di scelte consapevoli, chiamiamola pure "salute allargata": salute del corpo, della mente, dello spirito, ma anche salute dell'intero pianeta.
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domenica 5 aprile 2015

Biscotti gluten free

Come temevo, purtroppo, il glutine mi dà proprio tanta, ma tanta noia... pure i biscotti dello scorso post mi hanno fatta stare male, nonostante li avessi fatti con l'avena che ha un tipo di glutine più digeribile rispetto agli altri cereali.

Altri aggiornamenti a breve non appena arriveranno i risultati delle analisi del sangue... nel frattempo per tranquillità passo ad un'alimentazione 100% gluten free e quindi devo rivedere un poche di abitudini (niente più pausa caffè coi colleghi perché l'orzo contiene glutine) e modificare un poche di ricette.

Partiamo subito da quella dei biscotti, ormai ci ho preso gusto a mangiarne qualcuno ogni tanto quindi me li faccio volentieri!!! Anzi, già che sono a sperimentare, quasi quasi me ne invento tanti tipi diversi così poi mi potrò anche permettere l'imbarazzo della scelta... ;o)))

La base dei biscotti sarà sempre la stessa:

  • 200 gr farina di grano saraceno
  • 150 gr farina integrale di riso
  • 1/2 bicchiere di olio di semi di girasole
  • latte vegetale di un tipo a piacere (q.b.)
  • un poca di vaniglia o al limite della Vanillina
  • qualche cucchiaino di succo di mela concentrato per dolcificare (e qui per la quantità ognuno faccia a proprio gusto, io per esempio ce ne metto veramente poco) oppure qualche altro dolcificante a scelta
  • un cucchiaino di bicarbonato
Gli ingredienti vanno lavorati tutti insieme fino a ottenere un composto molto morbido, che poi andrà messo a cucchiaiate su carta forno e infornato a 200° per circa 20 minuti.

Le varianti a questa base che ho provato sono pressappoco queste:

  1. Ho sostituito il latte vegetale con lo yogurt magro di soia, il risultato è che i biscotti vengono un po' più soffici (da provare anche in abbinamento a tutte le altre idee di seguito)
  2. Ho sostituito il latte vegetale con il succo di pura mela 100% e la vaniglia con la cannella, il risultato mela+cannella è veramente gradevole
  3. Ho aggiunto un poca di uvetta nell'impasto e un pochi di semi di girasole sopra ai biscotti prima di infornarli
  4. Ho aggiunto una cucchiaiata di cacao puro per fare i biscotti al cioccolato
  5. Ho aggiunto all'impasto una granella di frutta secca (mandorle, nocciole, noci, spezzettate con un coltello)
  6. In alcuni biscotti ho aggiunto della farina di carrube. Il risultato è davvero molto dolce per il mio palato, se si utilizza la polvere di carruba bisogna avere l'accortezza di diminuire la quantità di dolcificante utilizzato
  7. Ho aggiunto delle bacche di goji


... e adesso usate pure la vostra fantasia e magari poi inviatemi un pochi di suggerimenti nuovi!!!

lunedì 23 marzo 2015

Biscotti di avena

Ci sono sere nelle quali un poca di tristezza prende il sopravvento su tutto l'ottimismo e la positività che mi sforzo di avere... sono sere nelle quali volente o nolente scattano i bilanci di vita e un ricordo, una fotografia, una canzone, possono ferire come la lama di un coltello ben affilato. E' in queste sere che mi viene voglia di dolci, cosa abbastanza anomala per me, che di solito non amo troppo il sapore dolce, preferendo di gran lunga l'amaro o al limite il salato.

E che si fa in questi casi, visto che la mia dieta non prevede assolutamente alcun tipo di zucchero?!? Di certo non posso andarmi a cercare qualcosa di prodotto industrialmente, ma pure tra i dolci artigianali è pressoché impossibile trovare qualcosa fatto senza zuccheri... quindi non mi resta altro da fare che mettermi all'opera e ingegnare la fantasia!!! Tra l'altro cucinare per me è sempre stata un'attività molto ZEN, se fatta col giusto spirito di solito mi distende i nervi e mi placa le tensioni... perciò la voglia di dolce oggi cade proprio a fagiolo. ;o)))

Va premesso che da qualche tempo ho eliminato il glutine dalla dieta perché mi sono accorta che mi dava parecchio fastidio, ma siccome in tanti mi hanno detto che nell'avena è contenuto un tipo di glutine molto meno "pesante" di quello degli altri cereali, allora ho deciso di provare a fare dei biscotti all'avena e vedere cosa succede, magari scopro per davvero che non mi danno noia!
Neanche a farlo apposta, ho una confezione di fiocchi d'avena già aperta che nel frattempo avevo messo in fondo alla dispensa, quasi nascosta, in attesa di fare a fine mese i test per la celiachia... con un poca di fantasia e con l'aiuto della mia amica Valesca, fornitrice ufficiale di ricette più che idonee al mio stile alimentare, dovrei riuscire a realizzare in poco tempo qualche semplice golosità!
Le ricette che ho deciso di tentar di seguire sono due, ma siccome la seconda l'ho trovata su internet come sempre la devo un po' modificare altrimenti non è vegana, ma soprattutto non è senza zucchero.

Partiamo dalla ricetta dei biscotti bianchi (per la quale devo ringraziare Valesca!):

  • 1 tazza di fiocchi d'avena
  • 1 tazza di succo di mela
  • 1/2 tazza di acqua
  • 1/2 tazza di uvetta
  • 1/2 tazza di mandorle spezzettate
  • 1 pizzico di sale marino integrale
  • (un po' di farina di grano saraceno, alla fine per addensare l'impasto, se necessaria)

Mettere tutti gli ingredienti insieme in una ciotola e mescolarli bene, lasciare riposare il tutto coperto da un asciughino. Se dopo qualche ora il liquido non risulterà ancora del tutto assorbito aggiungere qualche cucchiaiata di farina di grano saraceno finché il composto ottenuto non sarà lavorabile per farne delle "montagnette" abbastanza stabili.
Mettere della carta forno su una pirofila e versarvi l'impasto a cucchiaiate avendo cura di non disporle troppo vicine l'una all'altra, cuocere in forno preriscaldato a 180° per circa 15 o 20 minuti.
I biscotti che otterrete con questa prima ricetta saranno piuttosto morbidi.

La seconda ricetta invece è quella dei biscotti neri... l'ho modificata rispetto all'originale, che non era vegana e che conteneva del lievito chimico, ma devo dire che il risultato finale mi è piaciuto moltissimo!

  • 180 grammi di fiocchi d'avena frullati
  • 100 grammi di farina di mandorle
  • 80 grammi di olio di semi di girasole
  • 2 o 3 cucchiai di farina di carrube
  • (eventualmente, ma io non lo uso) qualche cucchiaio di succo di mela concentrato per dolcificare
  • 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
  • latte vegetale q.b.

Mescolare tutti i componenti secchi in una ciotola, poi versare l'olio e impastare. Successivamente versare molto lentamente il latte vegetale continuando a mescolare bene, fino a che non si otterrà un composto omogeneo e lavorabile con le mani. Fare tante piccole palline e schiacciarle in altrettanti dischetti, che vanno disposti su una pirofila sopra a della carta forno e poi cotti a 180° per 20 o 25 minuti.
A differenza degli altri questi biscotti saranno un po' più croccanti, adatti anche a essere inzuppati.

Buon appetito!!!


mercoledì 3 dicembre 2014

Si avvicina Natale... ci inventiamo le lasagne?!?

Sono in tanti (troppi) quelli che temono che iniziare a mangiare naturale significhi sconvolgere completamente le proprie abitudini... la domanda che in tanti si pongono con l'approssimarsi delle feste è: ma per il pranzo di Natale, di naturale, che cosa posso mai preparare?!

Vi do un suggerimento: smettete di pensare che si debba rinunciare a tutto quello che mangiavamo e che si debba per forza optare per i "chicchini" ad ogni pasto!!! ;o))) Beh, certo se nelle vostre abitudini natalizie c'è sempre stato il risotto, largo ai chicchi e preparatevi il vostro solito menù questa volta usando il riso integrale, ma se invece (come ad esempio a casa mia) una delle vostre portate immancabili è la classicissima lasagna... perché rinunciarci? Inventiamocene una adatta alla dieta vegana sostituendo, molto banalmente, qualche ingrediente!

Vi dico come la preparo io così vi do uno spunto, ma vi invito ad usare la fantasia e ad osare anche qualche altro esperimento. Per prima cosa bisogna scegliere la pasta tra quella biologica integrale, ovviamente non all'uovo... senza nemmeno cercare troppo, ho trovato delle lasagne di semola integrale di farro dicocco che sono la fine del mondo! Io ho l'abitudine di precuocere tutte le lasagne, anche quelle che andrebbero messe direttamente in forno, ma in questo caso diventa proprio indispensabile farlo, altrimenti si rischia che la pasta integrale non assorba la besciamella e resti cruda. Il consiglio è di portarla a metà cottura, scolarla e per evitare che si appiccichi tutta insieme, vi consiglio anche di stendere sfoglia per sfoglia su un panno pulito immediatamente dopo averle scolate.

Nel fare la besciamella si ha proprio la conferma di quello che dicevo all'inizio: non serve rinunciare assolutamente a nessuna delle nostre vecchie abitudini, basta solo trovare il modo di ottenere lo stesso risultato con degli ingredienti diversi! Sostituite il burro con dell'olio e il latte normale con quello di soia, vedrete che il risultato vi stupirà per quanto è simile alla besciamella originale!!!
Io la preparo così:
- 70 grammi di farina integrale (macinata a pietra direttamente da un mio amico, per cui sono sicura che il chicco di partenza fosse davvero integrale)
- 70 grammi di olio extravergine di oliva
- 1 litro di latte di soia
- sale, pepe, noce moscata a piacere
(per chi non sapesse fare la besciamella, si mette prima l'olio a scaldare per qualche istante, poi ci si versa la farina piano piano e si mescola con una frusta, successivamente un po' alla volta si aggiunge il latte precedentemente scaldato e poi si porta il tutto a bollore e si fa cuocere per qualche minuto, infine si aggiungono sale, pepe e noce moscata).

Al posto del ragù io ho scelto di mettere un pesto di noci e rucola (ho preso quella del mio orto che è buonissima oltre che genuina) che ho preparato frullando insieme la rucola, le noci, un bel po' di olio extravergine di oliva e un pizzico di sale.
Poi si procede come per le lasagne classiche: strato di pasta, strato di besciamella, strato di pesto, pasta, besciamella, pesto, pasta... e così via per almeno 6 strati, concludendo con la besciamella, per ottenere la crosticina tanto buona dopo la cottura!
Il tutto si mette in forno a 180-200 gradi per almeno 20 minuti o comunque finché non si dora un po' la superficie. Ricordiamoci che la maggior parte degli ingredienti, pasta compresa, li avevamo già cotti prima, perciò non c'è bisogno di lunghissimi tempi in forno come invece ci succedeva con le lasagne che cuociono direttamente nella teglia, per cui la prima volta che sperimentiamo questa ricetta sarà bene osservare spesso a che punto è la cottura e togliere le lasagne non appena si forma la crosticina sopra.

Il risultato finale è questo:



BUON APPETITO!!!!!!!!!!!!!!!!


martedì 7 ottobre 2014

Maionese senza uova

Ok, lo ammetto, mi sono fatta prendere dal desiderio di "troiai", come si dice qui in Toscana!!!
E allora, per continuare a rispettare il mio stile alimentare, ma farmi lo stesso una "coccola" post-operatoria, mi sono inventata una pseudo-maionese con gli ingredienti che avevo in casa... beh, nonostante sia stato solo un esperimento, mi è venuta buonissima!!! :o)))

Guardando su internet ho trovato parecchie proposte di maionesi vegane, ma mi mancava sempre qualche ingrediente di quelli proposti... quindi ci ho riflettuto un po' sopra: alla fin fine si tratta di mischiare un elemento proteico con uno oleoso e fare un'emulsione, da insaporire con limone e un po' di sale... si può trovare di certo qualcosa da sostituire alle uova, pur avendo così poco nel frigorifero!

E' finita che ho scelto come elemento proteico lo yogurt di soia magro e poi, per dare un po' di consistenza al composto, come ingrediente oleoso ho scelto la salsa di semi di sesamo "Tahin". Il limone ce l'avevo, il sale (marino integrale) lo stesso... e poi, il tocco magico per dare il giusto colore al tutto, ho aggiunto una puntina di curcuma.

Piccolo (doveroso) approfondimento: la crema Tahin è fatta con semi di sesamo tostati e con olio di semi di sesamo oppure olio extravergine di oliva. Grazie al suo componente principale (il sesamo) è ricca di tantissimi elementi nutrienti: apporta tantissimo calcio ed è ricca di vitamine del gruppo B, inoltre contiene magnesio, ferro, fosforo, zinco e selenio. Avrebbe anche la capacità di rafforzare il sistema immunitario, ma non credo che quella acquistata (anche se in negozi bio), sia così tanto genuina... perciò la mia prossima intenzione, è quella provare a fare la crema Tahin da sola, ho anche già comprato i semi di sesamo... se mi viene bene, vi scriverò il procedimento e posterò qualche fotografia!

Ma torniamo alla nostra maionese!

Ho messo in una piccola insalatiera lo yogurt magro di soia (un vasetto), poi ho aggiunto un paio di cucchiaiate abbondanti di salsa Tahin e le ho mescolate insieme un po' alla buona col cucchiaio. Dopodiché per fare l'emulsione ho preso il frullino elettrico e l'ho fatto andare per un paio di minuti, mentre aggiungevo il succo di mezzo limone (era un limone grandissimo, penso che ne serva addirittura uno intero, se è piccolino). A questo punto ho notato che l'emulsione tendeva a diventare un po' troppo liquida e ho aggiunto ancora un po' di Tahin, sempre emulsionando col frullino, ma credo che questo sia dipeso dal fatto che il tipo di yogurt di soia che avevo in frigorifero, era davvero molto poco denso... ce ne sono degli altri in commercio, che sono sicuramente più adatti per questa particolare ricetta. A questo punto abbiamo quasi finito, manca solo il tocco finale prima di staccare il frullino: un pizzico di sale e una puntina di curcuma per dare il colore giusto.

A me è piaciuta tantissimo... se provate a farla anche voi, poi fatemi sapere che cosa ne pensate, mi raccomando!


domenica 7 settembre 2014

Cecina alle zucchine


No, non sono impazzita!!!
... e NO! Non è una frittata... ;o)

Ho smesso di mangiare le uova molto tempo prima di smettere di mangiare il pesce, anzi forse a ripensarci bene quella delle uova è stata in assoluto la mia prima riflessione etica/alimentare! Ho iniziato andando a cercare le "galline felici", quelle cioè che girellano nell'aia del contadino, che fanno le uova perché è fisiologico, che mangiano come natura comanda e che non vivono nel sovraffollamento dei capannoni... figuriamoci se ora, che sono ancora più decisa, avrei voglia di cambiare abitudini e tornare alle frittate!

Questa che vedete è una buonissima (giuro, m'è venuta proprio bene!!!) CECINA... no, non Cècina, quella è al mare... questa è una cecìna! Una specie di tortino salato fatto con la farina di ceci, è una ricetta molto rapida da preparare, molto nutriente e decisamente gradevole al palato.

Vi dico in due parole come prepararla!

Per prima cosa accendete il forno a 180°, in modo che si scaldi mentre procedete col resto della lavorazione. Poi scegliete le verdure di stagione che più vengono incontro ai vostri gusti, proprio come fareste per una banalissima frittata con le uova, mettetele a cuocere in padella e fatele saltare per qualche minuto (idem: proprio come fareste per preparare la frittata!), nel mio caso avevo delle zucchine nell'orto, ho preso quelle e un poca di cipolla. Un consiglio universale per la preparazione delle verdure è quello di non cuocerle troppo, perché perdono preziosi nutrienti con la cottura prolungata... in questo caso in particolare, a maggior ragione, vanno tenute poco in padella perché finiranno la loro cottura in forno.

A parte sbattete con una frusta la farina di ceci con un po' d'acqua (aggiungetene quanta basta per ottenere una consistenza simile a quella delle uova sbattute), lavorate bene il tutto per evitare che restino dei grumi, salate ed eventualmente aggiungete a vostro gusto del pepe o delle spezie.

A questo punto in una pirofila da forno antiaderente (altrimenti potete usare una qualsiasi pirofila, ma in questo caso vi consiglio l'uso della carta-forno), versate sia le verdure scottate che la farina di ceci sbattuta e infornate per una mezz'oretta circa o comunque finché non vedrete che la superficie della cecina si è ben dorata.

Potete mangiarla sia calda che fredda... scegliete voi e buon appetito!!!


lunedì 1 settembre 2014

Minestra di cavolo nero

Ecco un'altra ricettina abbastanza facile, per continuare a dimostrare che chi mangia vegan non mangia affatto "triste": la minestra di cavolo nero. Con questa ricetta toscanissima, gioco in casa... anche se devo ammettere che (ironia della sorte!) me l'ha insegnata mia mamma che invece è veneta. ;o)

So che siamo un po' in anticipo per questo piatto che è tradizionalmente invernale, ma complice anche il caldo estivo mai pervenuto quest'anno, non siamo poi troppo fuori stagione in quanto a temperature! In realtà la scelta è stata dettata dal fatto che ieri ho dovuto fare un po' di diradamento del cavolo nero nell'orto perché, convinta di non riuscire ad avere grande successo, l'avevo seminato a spaglio e con la fortuna del principiante, ne è spuntato talmente tanto che se non toglievo un bel po' di piantine, rischiavo che si soffocassero l'una con l'altra! Con tutte queste belle foglie fresche e sane m'è venuta voglia di cucinare... :o)))

Per preparare questa ricetta è necessario anticiparsi un po' con la cottura dei fagioli, perché non vorremo mica usare quelli già pronti in barattolo, vero?!? Quindi: mettiamo a bagno 10-12 ore prima di iniziare a cucinare, un po' di borlotti secchi (io qualche volta ho provato anche con i cannellini e la minestra viene altrettanto buona!), dopo l'ammollo vanno lavati bene, messi in acqua fredda non salata, portati a ebollizione e lasciati cuocere a fuoco basso finché non sono morbidi. I legumi si salano solo a fine cottura, giusto all'ultimo minuto di bollore dell'acqua, ma per quanto mi riguarda io non li salo affatto perché preferisco condirli quando li uso, perciò direttamente nell'insalata o quando ci preparo le varie ricette.

A questo punto possiamo procedere con la preparazione della minestra! In un tegame mettiamo a soffriggere un po' di cipolla oppure per chi come me cucina senza usare l'olio, la cipolla può essere fatta appassire in un poca di acqua calda o con un po' del liquido di cottura dei fagioli... secondo me la differenza nel piatto finale non si sente affatto. Poi andrebbe unito un mestolo di passato di pomodoro, ma siccome io non posso mangiare il pomodoro salto a pie' pari questo passaggio.

Appena la cipolla è appassita (o per chi ha usato anche il passato, appena il pomodoro si sarà un po' ritirato), unite il cavolo nero tagliato a listerelle e qualche mestolo di brodo di verdure, coprite e lasciate cuocere per un po' a fuoco basso. Se non aveste del brodo vegetale già pronto, andrà benissimo anche un poca di acqua calda salata... forse il risultato finale sarà lievemente meno saporito, ma decisamente più genuino che se utilizzaste il dado!

Mentre il cavolo si ammorbidisce, passate i fagioli insieme con la loro acqua di cottura nel passaverdure e se lo gradite, lasciatene anche un pochi di interi da aggiungere alla minestra così come sono. Se solitamente quando mangiate i legumi avete problemi di "aria in pancia", abbiate invece cura di passarli molto bene tutti quanti, in modo da eliminare tutte le buccette dei fagioli, così facendo questa ricetta non dovrebbe darvi alcun fastidio. Successivamente unite il tutto alla minestra e lasciate andare finché il cavolo non sarà completamente cotto.

Se volete, negli ultimi minuti, potete anche aggiungere un po' di pastina corta per minestra (mi raccomando che sia di farina integrale!), regolate di sale e servite il tutto ben caldo unendo un filo d'olio extravergine di oliva e se vi piace un po' di pepe.

E adesso, stupitevi pure con le proprietà dei cavoli: http://www.cure-naturali.it/cavoli/1545

Buon appetito!!!

sabato 23 agosto 2014

Cavatelli con le cime di rapa

Siccome sono in troppi a credere che chi mangia vegano si alimenti in modo "triste", ho deciso che quando cucinerò qualcosa di interessante, lo posterò con tanto di fotografia "stimolappetito"!!!

A chi pensa che cucinare vegano porti via troppo tempo oppure che necessiti di chissà quali doti culinarie, rispondo che sono una persona abbastanza pigra e nemmeno troppo portata per l'alta cucina, anzi cerco tutti gli stratagemmi per semplificarmi e velocizzarmi il lavoro... eppure nonostante questo, continuo ad affermare che chi sceglie l'alimentazione naturale non mangia né in modo monotono, né tantomeno in modo  poco appetitoso... ma ve lo dimostrerò. ;o)))

Per esempio: ieri mi sono fatta i cavatelli con le cime di rapa, ho seguito quasi interamente la ricetta classica, tranne che per l'acciuga e per un paio di accorgimenti culinari che vi spiego subito...

Innanzitutto, la prima cosa da fare è scendere nell'orto e prendere un po' di cime di rapa fresche, fresche! ;o)
Solo se non avete l'orto, andatele a comprare... ma fate ben attenzione alla qualità di ciò che acquistate, perché purtroppo nell'agricoltura intensiva si usano una serie di pesticidi, diserbanti e concimi che non sono esattamente salutari.

La verdura dell'orto solitamente io la lavo pochissimo, proprio perché sono sicura di non aver usato nulla di potenzialmente dannoso, lavo via giusto la terra e la polvere per non perdere preziosi nutrienti che possono disciogliersi nell'acqua di lavaggio, inoltre cerco di usare anche i gambi (o come le chiama qualcuno, le code) della maggior parte delle verdure, nell'ottica di sprecare il minimo indispensabile.

Mettete a bollire l'acqua per la pasta e salatela (poco... il sale non fa bene!) mentre l'acqua si scalda lavate le cime di rapa e togliete via l'ultimo pezzettino del gambo, poi tagliatele in pezzi molto grossolani. A questo punto pesate la pasta, non vorrete mica mangiarne troppa! ;o))) Sto scherzando, ovviamente... l'importante non è QUANTA pasta mangiare, ma QUALE! Scegliete sempre un tipo di pasta che non sia fatta con farine troppo raffinate, se possibile addirittura meglio quella integrale, comunque per questa ricetta andrà benissimo anche una pasta di semola di grano duro.

Quando l'acqua bolle buttate la pasta insieme con le cime di rapa e fate cuocere il tempo necessario, nel frattempo in una padella fate scaldare un po' d'olio con qualche pezzettino di aglio (se non lo digerite, potete toglierlo appena sarà dorato e buttarlo via). A questo punto andrebbe unita l'acciuga, ma da bravi vegani può tranquillamente essere omessa, oppure se volete fare come me, potete sostituirla con un trito fine di capperi sotto sale (quelli sott'aceto non sono adatti), ma mi raccomando prima di tritarli lavateli almeno 4 o 5 volte.
Appena la pasta è cotta, scolate tutto e fatelo saltare nella padella con l'olio e l'aglio, eventualmente con un po' di peperoncino se lo gradite, servite subito aggiungendo una grattugiatina di pepe nero direttamente sul piatto.

Mia personalissima variante: siccome non amo assolutamente cucinare con l'olio (io lo uso solo a crudo), qualche tempo fa ho fatto un esperimento che si è rivelato utilissimo. Ho preso dell'aglio fresco, l'ho spezzettato e l'ho messo a macerare in una bottiglietta di olio extravergine di oliva finché non è diventato scuro, poi l'ho tolto e l'ho buttato via... questo olio lo uso a crudo sui piatti che invece dovrei saltare in padella, come in questo caso e il risultato è davvero molto gradevole.


Ultima cosa... vi consiglio di dare un'occhiata alle proprietà delle cime di rapa (http://www.cure-naturali.it/cime-di-rapa/3411), c'è da restare stupiti!!! :o)))